Antico Testamento

Gesù, l’ultimo figlio di Erode

Mihály MunkácsyCristo davanti a Pilato, 1881.

Per due millenni la Chiesa ci ha raccontato che il re Erode il Grande cercava Gesù per ucciderlo, in quanto aveva paura che potesse detronizzarlo. La domanda sorge quindi spontanea: come poteva Erode, che aveva un esercito regio molto potente con il quale aveva sconfitto tutti i suoi avversari, nonché l’appoggio delle legioni romane, avere paura che un neonato potesse detronizzarlo?

La risposta, che lascerà a bocca aperta molti lettori, possiamo trovarla nei libri dello storiografo ebreo Giuseppe Flavio, che in Guerra giudaica e Antichità giudaiche racconta di una cospirazione avvenuta contro il re Erode, dove venne coinvolta la sua terza moglie, Maria Boeto.

Si trovò che anche Maria, la figlia del sommo sacerdote, era partecipe della congiura; lo svelarono, infatti, i suoi fratelli sottoposti alla tortura (Guerra giudaica I, 599-600).

Giuseppe Flavio ci fa sapere che Maria Boeto era partecipe della congiura e che i suoi fratelli confessarono la sua implicazione. Ci troviamo esattamente nello stesso periodo storico in cui Erode cercava Gesù.

Curiosamente, secondo il vangelo di Matteo, Erode interroga sempre i fratelli e il padre di Maria Boeto, cioè i sommi sacerdoti dell’epoca, per sapere dove sarebbe nato Gesù. Ma perché i fratelli di Maria Boeto avrebbe dovuto sapere dove si nascondeva Gesù?

Per scoprirlo, è necessario approfondire la storia di Maria Boeto. Secondo Giuseppe Flavio, ella era figlia del sommo sacerdote Simone e proveniva da un’importante famiglia sacerdotale: quella dei Boeto.

Stando all’evangelista Luca, anche la madre di Gesù era di stirpe sacerdotale, dal momento che apparteneva alla stessa stirpe di sua cugina Elisabetta, madre di Giovanni il Battista e figlia di sacerdoti:

Vedi: anche Elisabetta, tua parente (in greco syngenes, “della stessa stirpe”, NdA), nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile (Luca 1, 36).

Nel racconto evangelico e nelle opere di Flavio Giuseppe troviamo quindi due donne di nome “Maria” che, in una perfetta sovrapposizione temporale, vale a dire intorno al 5 a.C., sono in relazione sia con Erode il Grande, sia con l’Egitto, dal momento che questo è il paese da dove proviene Maria Boeto e verso dove fugge Maria, madre di Gesù.

Confrontiamo i dati fin qui raccolti con una tabella riepilogativa:

Maria BoethusMaria madre di Gesù
Era di stirpe sacerdotale.Era di stirpe sacerdotale.
Nel 5 a.C. congiura contro Erode e viene cacciata da Gerusalemme.Nel 5 a.C. fugge da Erode.
Proveniva da un famiglia ebraica d’Egitto.Fugge in Egitto e, come vedremo, proveniva dagli oniadi, una famiglia ebraica d’Egitto connessa con Simone Boeto e i suoi discendenti.

I dati sembrano fin a qui coincidere perfettamente. È possibile che Maria Boeto e Maria madre di Gesù fossero la stessa persona oppure si tratta solamente di una curiosa coincidenza?

Per scoprirlo è necessario approfondire la storia della congiura di Maria Boeto contro Erode il Grande.

Secondo lo storiografo ebreo Giuseppe Flavio, colui che si occupò di far venire il veleno per uccidere il re Erode sarebbe stato un certo Teudione:

Sottoponendolo alla tortura, venne a sapere che Antipatro aveva fatto portare dall’Egitto per mezzo di Antifilo, uno dei suoi amici, un veleno mortale destinato a lui, che era stato ritirato da Teudione, zio di Antipatro (Guerra giudaica I, 592).

“Teudione” è il diminutivo del nome “Teuda”, che nella II Apocalisse di Giacomo era il fratello di Giuseppe e lo zio di Gesù:

Questo è il discorso pronunziato in Gerusalemme da Giacomo il Giusto e scritto da Mareim, uno dei sacerdoti. Egli lo narrò a Teuda, padre di questo Giusto, poiché era suo parente. Egli gli disse: “Affrettati! Vieni con Maria, tua moglie, e i tuoi parenti (II Apocalisse di Giacomo, 44, 10-16).

Teuda era un nome estremamente raro, anzi unico, che ricorre esclusivamente nella famiglia di Gesù. Il fatto che il fratello di Giuseppe fosse presente a corte di Erode insieme a Maria Boeto rafforza l’ipotesi che le due “Marie” siano in realtà la stessa persona.

La II Apocalisse di Giacomo ci informa che Teuda, il fratello di Giuseppe, era sposato con una certa Maria ed era padre di Giacomo il Giusto. Secondo i vangeli canonici, Giacomo il Giusto era uno dei quattro fratelli di Gesù:

Non è egli [Gesù, NdA] il falegname, il figlio di Maria, fratello di Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono qui tra noi? (Marco 6, 3).

A lungo si è dibattuto se i fratelli di Gesù menzionati nei vangeli fossero suoi fratelli o suoi cugini, come sostenuto dalla Chiesa cattolica. In realtà l’analisi filologica non ammette repliche: delle 343 volte in cui il termine “fratello” ricorre nel Nuovo Testamento, vi è solo un caso in cui il termine viene utilizzato nell’accezione di “fratellastro”, del resto viene usato sempre nel significato di “fratello”, in nessun caso di “cugino”. Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda erano realmente i fratelli di Gesù, o al massimo i suoi fratellastri. Infatti la II Apocalisse di Giacomo conferma che Maria allattò Giacomo al seno.

Ma allora perché Giacomo viene definito “nipote di Giuseppe” e “figlio di Teuda”?

L’unica soluzione è che Maria debba aver sposato prima Teuda e poi, alla morte prematura di questo, suo fratello Giuseppe. Infatti era consuetudine tra gli Ebrei dell’epoca che un uomo sposasse la vedova del fratello se questa aveva figli piccoli che non potevano sostenerla economicamente. Dagli Atti degli Apostoli 5, 36 sappiamo infatti che Teuda morì precocemente, prima del 6 d.C.:

Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s’erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla.

Dai vangeli apocrifi sappiamo che i fratelli minori di Gesù, Giacomo e Giuseppe, erano già nati quando Maria fuggì in Egitto; questa è la prova che Maria sposò prima Teuda e solo dopo la sua morte sposò Giuseppe.

Nei vangeli canonici Paolo di Tarso diede l’ordine di censurare Teuda e di tacere l’importanza dei fratelli di Gesù, in quanto egli ebbe un grave litigio con Giacomo, che Gesù aveva designato suo erede e successore (Vangelo di Tommaso, 12). Giacomo era fedele alle tradizioni ebraiche, mentre Paolo voleva abolirle, così nel 49 d.C. i due litigarono (Atti degli Apostoli, 15) e Paolo creò una nuova comunità cristiana che crebbe velocemente con l’aiuto delle sue amicizie influenti nell’impero, mentre quella di Giacomo andò morendo.

Gli evangelisti, allievi di Paolo di Tarso (Lettera a Filemone, 24), per delegittimare Giacomo il Giusto e i suoi fratelli, veri eredi di Gesù, inventarono che essi erano figli di Teuda e della sorella di Maria, anch’ella di nome Maria (Giovanni 19, 25; Matteo 27, 56). Attribuendo Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda come figli di una fantomatica “Maria”, sorella di Maria madre di Gesù, li fecero passare come “cugini” di Gesù, contraddicendo gli stessi vangeli che invece affermavano poc’anzi che erano in realtà fratelli o fratellastri di Gesù!

Finora abbiamo visto come Maria, madre di Gesù, fosse di stirpe sacerdotale, in quanto “della stessa stirpe” di Elisabetta, madre di Giovanni il Battista. Ma a quale famiglia sacerdotale appartenevano Maria e sua cugina Elisabetta?

Per determinare se la madre di Gesù fosse Maria Boeto, è fondamentale capire se appartenessero alla stessa stirpe sacerdotale o a una diversa.

Secondo il Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo, la madre di Giovanni il Battista (chiamato “Giovanni il Nascosto” nel Talmud) era figlia di un certo Onia, un sacerdote soprannominato “il Giusto” che aveva il potere magico di far piovere (Ta’anith 23b). Anche Giuseppe Flavio ci parla di questo personaggio:

Ora un certo Onia, che ha nome Giusto e caro a Dio, in un periodo di siccità pregò Dio di fare terminare la calamità, e Dio ascoltò la sua preghiera, e mandò la pioggia (Antichità giudaiche XIV, 22-2).

Secondo il Talmud, i discendenti di Onia il Giusto avevano il potere di far piovere: così fecero anche suo nipote Giovanni il Battista e un altro nipote chiamato Abbà Hilkiah (Ta’anith 23a). Il soprannome di “Giusto” derivava dal sommo sacerdote Simone il Giusto (Antichità giudaiche XII, 43) e attraverso lui giunse a Onia il Giusto per arrivare infine a Giacomo il Giusto, fratello di Gesù, che in quanto loro discendente aveva anch’egli il potere di far piovere:

Una volta, durante una grave carestia, Giacomo il Giusto sollevò le mani verso il cielo e pregò; subito il cielo fece cadere la pioggia (Epifanio, Haereses, 78, 14, 1-3).

Nella prima lettera di Giovanni 2,1 anche Gesù viene soprannominato “Gesù Cristo Giusto” e anche lui aveva il potere di gestire le condizioni metereologiche (cfr. Mt. 8, 23-27 e parall.).

Sempre nel Talmud troviamo un altro “produttore di pioggia” discendente di Onia il Giusto: Onia Nicodemo Boeto, nome con cui nel Talmud è conosciuto lo stesso Nicodemo che si occupò della sepoltura di Gesù Cristo.

Secondo la legge ebraica dell’epoca, solo ai familiari del defunto era concessa la sepoltura. Questo conferma che Onia Nicodemo Boeto era parente di Gesù, in quanto entrambi discendenti di Onia il Giusto.

Questa è la prova che Gesù, attraverso sua madre Maria, discendeva dalla stirpe sacerdotale dei Boeto, che a loro volta discendevano da Onia il Giusto. Insomma, Maria madre di Gesù e Maria Boeto appartenevano alla stessa famiglia sacerdotale, a ulteriore conferma che stiamo parlando della stessa Maria, che nelle opere di Giuseppe Flavio è conosciuta come “Mariamme”, forma grecizzata nel nome ebraico “Miriam”. Il fatto che Giuseppe Flavio utilizzi la variante greca del nome non deve stupire, dal momento che egli scrive in greco e che molti personaggi dei vangeli utilizzano la variante greca o latina dei loro nomi, come Teuda/Cleopa, Saulo/Paolo, etc.

Sia i vangeli (cfr. Gv 3, 1-21, etc.) sia il Talmud (Sanhedrin 43a) annoverano Onia Nicodemo Boeto tra i discepoli di Gesù. Ciò che più stupisce è che, secondo il Talmud, Nicodemo era padre di Marta e Maria Boeto (cfr. Yoma 18a, b. Ket 66b, etc.), esattamente le stesse Marta e Maria di Betania che unsero i piedi di Gesù, il quale risorge dai morti il loro fratello Lazzaro.

Secondo il vangelo di Giovanni, Gesù voleva molto bene a Marta Boeto e a Maria Boeto (da non confondere con l’altra “Maria Boeto”, terza moglie di Erode), tanto che si fermava spesso come ospite a casa loro (Gv 11, 1-5). Alcuni indizi tratti dal Talmud indicherebbero che Maria Boeto sposò infine Giacomo il Giusto, fratello di Gesù, di cui divenne vedova nel 62 d.C.

Insomma da questo studio emerge come Gesù non solo fosse molto vicino alla famiglia sacerdotale dei Boeto, ma ne era addirittura discendente attraverso sua madre Maria. Dal momento che i Boeto erano sacerdoti ebrei in Egitto (Guerra giudaica VII, 421-423), si capisce a questo punto perché Maria si rifugiò proprio in quel paese per sfuggire alla persecuzione di Erode.

Ricapitolando, abbiamo due “Marie”, entrambe appartenenti alla famiglia sacerdotale dei Boeto, entrambe provenienti dall’Egitto, che nel 5 a.C. fuggono da Erode. Mentre Maria Boeto viene accusata di cospirazione insieme a Teuda, Maria madre di Gesù risulta essere stata moglie di Teuda, nome unico in tutta la letteratura antica, dopo la cui morte sposò suo fratello Giuseppe, in un matrimonio meramente formale che permise a Giuseppe di prendersi cura economicamente della moglie e dei figli del fratello defunto.

Nel prossimo articolo cercheremo di comprendere chi fosse il vero padre di Gesù e perché le fonti ebraiche e greche accusarono Maria di adulterio nei confronti di suo marito.

Alessandro De Angelis, scrittore e ricercatore

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Antico Testamento

Caligola, l’imperatore di Tivoli osteggiato dai cristiani

Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico, regnante con il nome di Gaio Cesare, conosciuto con il soprannome di Caligola, è stato il terzo imperatore romano, appartenente alla dinastia giulio-claudia. Regnò per meno di quattro anni dal 37 al 41, anno della sua morte, avvenuta per omicidio.

Busto di Claudio, zio e successore di Caligola (Museo archeologico nazionale, Napoli)

L’assassinio dell’imperatore fu organizzato principalmente da tre persone, tra cui il tribuno Cassio Cherea, il potente consigliere imperiale Callisto e il prefetto del pretorio.

Secondo Getulico, i cui scritti sono però andati perduti, Caligola sarebbe nato a Tivoli, mentre secondo Plinio il Vecchio ad Augusta Treverorum (Treviri): “Ubi natus sit, incertum diversitas tradentium facit. Cn. Lentulus Gaetulicus Tiburi genitum scribit; Plinius Secundus in Treveris, vico Ambiatino, […] Getulium refellit Plinius quasi mentitum per adulationem …”.

La cui traduzione è: “La diversità dei testimoni rende estremamente incerto il luogo di nascita di Caligola. Gneo Lentulo Getulico disse che (Caligola) era nato a Tivoli. Plinio Secondo a Treviri nel borgo di Ambitarvio […] Plinio confuta recisamente Getulico, che, a suo avviso, mentì per adulazione”. 

Getulico sarebbe stato smentito da Plinio, che lo accusò di aver mentito per mera adulazione, in quanto Tivoli era una città consacrata a Ercole. A Tivoli era nato il fratello maggiore di Caligola, anche lui di nome Gaio; inoltre fece costruire l’Acquedotto Anio Novus, risalente al 38 a.C., sotto il suo impero.

Caligola era il terzo figlio di Agrippina maggiore e di Germanico Giulio Cesare, generale amato dal popolo romano.

Agrippina maggiore era figlia di Marco Vipsanio Agrippa, un politico, militare e architetto romano che fu il costruttore delle Terme di Tivoli ed era residente in una dependance della villa dell’imperatore Adriano o in una località limitrofa i Colli di Santo Stefano.

Quindi dal nonno al fratello dell’imperatore abbiamo la sua famiglia collocata a Tivoli, smentendo clamorosamente le accuse di Plinio e della adulazione di Getulico nei confronti dell’imperatore. Inoltre Caligola voleva autodeificarsi come figlio di Dio, tanto che nel testo ebraico medievale Josippon, un compendio delle opere di Flavio Giuseppe, possiamo leggere:

A Tiberio successe Caligola che si mostrò ancora più crudele dei suoi predecessori. Egli si arrogò il titolo di Dio e ordinò che gli venissero dedicati degli altari nel mondo intero, che gli si desse il titolo di Dio e che si giurasse per il suo nome. Tutte le nazioni gli obbedirono e gli elevarono degli altari. Solamente i Giudei non acconsentirono e si prepararono alla lotta. “Moriamo tutti insieme” gridarono “piuttosto che obbedirgli e adorarlo”.

Mentre nell’editio princeps di Mantova dello Josippon, senza dubbio la meno interpolata, viene riportato:

In quei giorni, vi furono dei combattimenti e dei dissensi in Giudea tra i farisei ei “briganti del nostro popolo” che seguivano il figlio di Giuseppe, ecc. [lacuna, N.d.T.] Eleazar, che commise grandi crimini in Israele fino a quando i farisei non l’ebbero vinto.

Dopo “il figlio di Giuseppe” compare “ecc.”;segue una lacuna e solo successivamente è presente il nome di Eleazar, che non è il figlio di Giuseppe, ma Eleazar ben Dinai, catturato da Felice nel 54 d.C., e probabile figlio di Dineo, meglio conosciuto come Areta IV. Quindi la frase tolta al cui posto è stato messo “ecc.” doveva essere “i briganti del nostro popolo che seguivano il figlio di Giuseppe, Gesù”. Questo passo ci fa pensare al brano di Svetonio che abbiamo letto: impulsore Chresto assidue tumultuantes. Infatti il manoscritto di Parigi riporta (Eisler):

In quei giorni, vi furono numerosi combattimenti e grandi dissensi in Giudea tra i farisei e i “briganti” in Israele che seguivano Jeshu’ah ben Pandera il Nazareno che fece grandi miracoli in Israele fino a quando i farisei non l’ebbero vinto e lo appesero a un albero.

Il passaggio deriva chiaramente da quello dell’editio princeps. Il copista fece una cucitura delle due frasi, prima separate da una lacuna: “figlio di Giuseppe, etc. [lacuna] Eleazar” diventa “il figlio di Giuseppe, Jeshu’ah ben Pandera il Nazareno”, ovvero Gesù.

Nel libro Il Re dei Re ho dimostrato come Gesù sopravvisse alla crocifissione e come lo storico Tito Flavio Giuseppe fu censurato in molte parti delle sue opere dove parlava di un Gesù ancora in vita sotto l’imperatore Claudio. La politica dei cosiddetti “cristiani”, o meglio degli aristocratici romani convertiti al cristianesimo, era forse quella di ripristinare la Repubblica Romana e contrastare l’imperatore? Non possiamo fare a meno di ricordare che si scagliarono anche contro Caligola e sommosse ci furono anche sotto Claudio.

Scrive Svetonio in Vita Claudii, 25.4: Iudaeos impulsore Chresto assidue tumultuantis Roma expulit. Traduzione: [Claudio] espulse dalla città i Giudei che per istigazione di Cresto erano continua causa di disordine”.

L’apologeta cristiano Paolo Orosio (375-420 d.C. ca.), discepolo e collaboratore di sant’Agostino, riporta il passo di Svetonio nelle sue Historiae adversus paganos (ultimate poco prima di morire), rimanendone colpito e informandoci che di questa vicenda aveva parlato anche Giuseppe Flavio nelle sue opere:

“Nel nono anno dello stesso regno, racconta Giuseppe che per ordine di Claudio i Giudei furono espulsi dall’Urbe. Ma più mi colpisce Svetonio, che si esprime così: “Claudio espulse da Roma i Giudei in continuo tumulto per istigazione di Cristo”; dove non si riesce a capire se egli ordinò di infrenare e di reprimere i Giudei tumultuanti contro Cristo, oppure se volle che anche i cristiani fossero espulsi con essi, come gente di religione affine” (Historiae adversus paganos VII 6, 15-16).

Vicenda che fu tagliata dai padri amanuensi dagli scritti di Giuseppe Flavio per non far saltare la vicenda della finta morte e resurrezione di Gesù, che come dimostriamo nei nostri libri riuscì a sopravvivere, tanto da morire nel 68 d.C. durante la prima guerra giudaica insieme ad Anania, come raccontato da Giuseppe Flavio in Guerra Giudaica.

L’avversione dei cristiani verso Caligola portò alla denigrazione dell’imperatore, nonostante questo egli fosse stato artefice della  riduzione della tassa sulle vendite (centesima rerum venalium) e la realizzazione e ristrutturazione di opere pubbliche, così come l’imperatore Nerone, autore di una importante riforma monetaria in favore del popolo.

Alessandro De Angelis scrittore, ricercatore di storia delle religioni.

Storia, politica, economia

World Economic Forum e il capitalismo inclusivo: Bergoglio attacca la proprietà privata!

Nel 1971 l’economista Klaus Schwab crea iWorld Economic Forum sotto il patrocinio dell’Unione Europea. Il W.E.F. invita nei suoi incontri industriali, leader politici di livello internazionale, giornalisti, scienziati e leader religiosi per discutere di tematiche economiche sociali e ambientali a favore del modello neoliberista americano.

Sede del World Economic Forum, Geneva (Svizzera)

Nel 1973, il Forum approva un documento articolato in sei punti, in cui si affronta il tema del rapporto tra le grandi imprese e la società, con l’obiettivo di armonizzare vantaggi dei grandi capitalisti internazionali.

Anche la chiesa, con il Papa, ha formalizzato un’alleanza con le figure più influenti del W.E.F., guidate dalla famiglia bancaria Rothschild, per creare un Consiglio per il capitalismo inclusivo con il Vaticano“, che riguarda la creazione di valore per imprese, investitori, dipendenti, clienti, governi e comunità che fanno parte di questo progetto di Grande Reset.

L’accordo con il Vaticano è avvenuto il 15 dicembre 2020 e Lynn Forester de Rothschild, ha annunciato l’accordo con il Vaticano, dichiarando: Questo Consiglio seguirà il monito di Papa Francesco di ascoltare “il grido della terra e il grido dei poveri” e rispondere alle richieste della società per un modello di crescita più equo e sostenibile.” Lynn Forester de Rothschild è stata coinvolta nel mondo della politica del Partito Democratico alla fine degli anni ’70, ed è stata presentata al suo secondo marito, Evelyn de Rothschild, da Henry Kissinger in una conferenza del Bilderberg, il santuario del Nuovo Ordine Mondiale. Questo progetto segue il modello post-1945 di globalizzazione guidata dal FMI, volta a distruggere l’agricoltura tradizionale a favore dell’agribusiness tossico. Questo progetto deve avvenire attraverso lo smantellamento dei paesi industrializzati, attraverso la delocalizzazione in paesi con manodopera a basso costo come il Messico o la Cina. Lady Lynn Forester de Rothschild, a capo del progetto, è anche amica di Hillary Clinton, tanto che nel 2000 gli sposi Rothschild passarono parte della loro luna di miele come ospiti alla Casa Bianca dei signori Clinton. Tra i principali sostenitori dei Rothschild e del Vaticano, ci sono ventisei rappresentati di multinazionali che si definiscono i “Guardiani” per la riforma del capitalismo. Questa lista include anche Rajiv Shah, il CEO della Fondazione Rockefeller, ed ex partner della truffa AGRA della Fondazione Gates per introdurre semi OGM in Africa e Darren Walker, amministratore delegato della Fondazione Ford. Altri “Guardiani” di spicco sono il capo della DuPont, un gigante degli OGM e del gruppo chimico, le compagnie di vaccini e farmaci Merck Johnson & Johnson, i CEO di VisaMastercardBank of AmericaAllianz insurance, BP e Mark Carney, ex capo della Banca d’Inghilterra e sostenitore delle valute digitali, ora inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione climatica e la finanza membro del consiglio di amministrazione del World Economic Forum di Davos, il promotore pubblico del Great Reset del capitalismo che vuole imporre l’Agenda 2030 dell’economia “sostenibile”. Altri guardiani includono il capo della Bank of Americacitata in giudizio dal governo degli Stati Uniti per la frode collegata alla crisi dei mutui subprime del 2008 negli Stati Uniti, Marcie Frost, capo del fondo pensionistico statale della California che gestisce, il capo di State Street Corporation, una delle più grandi società di gestione patrimoniale del mondo. I “Guardiani” gestiscono più di 10,5 trilioni di dollari controllano aziende con 200 milioni di lavoratori e Papa Francesco è stato scelto per dare credibilità “morale” al gruppo, benchè invischiato anche lui negli scandali finanziari con la chiesa, nonostante abbia dichiarato che uno dei suoi compiti principali sarebbe stato quello di ripulire le finanze vaticane afflitte dagli scandali ruotati intorno al cardinale Angelo Becciu, cosa che non è avvenuta nemmeno dopo più di sei anni. Becciu investì centinaia di milioni di fondi della Chiesa in con un ex banchiere del Credit Suisse, che includevano 150 milioni di euro in un complesso immobiliare di lusso a Londra, mentre gli scandali sessuali con minori venuti alla luce, costringevano Papa Francesco a rimuovere il cardinale Theodore McCarrick di Washington, per le accuse di abusi sessuali della Chiesa. Il Papa, secondo i giornalisti italiani, sapeva dei dubbi investimenti di Becciu e li ha persino lodati prima che lo scandalo scoppiasse, e nel novembre 2020 la polizia italiana fece irruzione nella residenza di Becciu, trovando 600.000 euro in contanti e le prove che il dipendente del Vaticano ha ricevuto 15 milioni di dollari in fatture false nel corso degli anni. La linea politica di Bergoglio è fortemente contrastata anche all’interno della stessa Chiesa cattolica, infatti il cardinale Raymond Burke, ha avvertito che l’iniziativa “Great Reset” del World Economic Forum è un tentativo di manipolare “i cittadini e le nazioni attraverso l’ignoranza e la paura” con il coronavirus, mentre il materialismo marxista sta prendendo piede negli Stati Uniti: “La diffusione mondiale del materialismo marxista … ora sembra prendere il potere di governo sulla nostra nazione. […] “Per ottenere vantaggi economici, come nazione ci siamo permessi di diventare dipendenti dal Partito Comunista Cinese, un’ideologia totalmente opposta alle basi cristiane su cui le famiglie e la nostra nazione rimangono al sicuro e prosperano. […] “Covid-19 viene utilizzato da alcune forze, nemiche delle famiglie e della libertà degli Stati, per portare avanti il loro programma malvagio. Queste forze ci dicono che ora siamo i soggetti del cosiddetto ‘Grande Reset, «Il Nuovo Normale»”. Anche il direttore del Council on Middle East relations, Athur Tane, ha contrastato apertamente la linea politica della Chiesa di Bergoglio, arrivando a scrivere al Segretario di Stato vaticano Parolin, per chiedere a Bergoglio di non rinnovare il patto con Pechino. Secondo Monsignor Viganò, questo accordo rientra in un quadro di distruzione della Chiesa, “sempre rifiutato con sdegno dai pontefici, ed è stato reso possibile dagli uffici dell’ex cardinale McCarrick”. Viganò ha definito la Cina “il braccio armato del Nuovo Ordine Mondiale, tanto nella diffusione di un virus mutante creato in laboratorio, quanto nell’interferenza nelle elezioni presidenziali americane”. Il direttore del Council on Middle East relations, Athur Tane, dice che questo accordo da alla Cina un potere considerevole sulla nomina dei vescovi e accusa Papa Francesco di non aver speso una parola sulla violazione di questo stato sui diritti umani e sulla libertà religiosa, menzionando i  380 campi di concentramento per le minoranza dei musulmani, le chiese cristiane abbattute con le ruspe e i monaci obbligati ad accettare il marxismo-leninismo. L’obiettivo delle Strategie Economiche sul World Economic Forum è la riduzione permanente della forza lavoro di almeno il 13%, modificando l’intera struttura della società. Questi i punti strategici del  documento del WEF pubblicato ad ottobre:

1) Digitalizzare almeno l’84% dei processi lavorativi attraverso spedizioni, assistenza ai clienti, progettazione di prodotti e servizi, gestione dei fornitori e delle filiere e altro.
2) Delocalizzazione dell’83% delle attività lavorative in paesi con manodopera a besso costo, Cina in primis.
3) Automatizzazione del 50% delle attività umane con perdita di milioni di posti di lavoro.
4) Sostenere le società che effettuano la formazione online a discapito di quelle che la effettuano in presenza.
5) Riqualificazione e riformazione del 35% delle attuali competenze professionali, con la conseguenza che le professioni attuali diventeranno obsolete.
6) Ricollocazione del 30% della forza lavoro su altre occupazioni che prevedono salari inferiori a quelli precedenti.

Una strategia pianificata nei minimi dettagli che parte da lontano, con le famiglie nobiliari kurgan-erodiane dell’aristocrazia nera a capo del progetto ben nascoste dietro il Vaticano. Strategia che trova oggi, dopo oltre 2000 da che Gesù e Pietro collocarono queste famiglie, svelate nel primo volume di questa tetralogia in punti strategici importanti, la sua concretizzazione.
Solo attraverso l’unione di menti libere pensanti, che si uniscono in un progetto di controinformazione globale, possiamo riuscire a contrastare questo disegno al fine di riprendere in mano gli stati, ora ostaggio di queste strutture sovranazionali che li controllano attraverso l’emissione di moneta debito, grazie alla perdita della sovranità monetaria che i politici, tutti al loro servizio, hanno ceduto a queste famiglie.

Antico Testamento

Kurgan: gli Anunnaki sumeri ed Elohim della Bibbia

Nel 3500 a.C. dei guerrieri indoeuropei, i Kurgan, invasero le società neogilaniche matrilineari distruggendole. Quando invasero le società neo-gilaniche e tra queste la zona dove si sviluppò la cultura Vinca, vennero a contatto con la prima forma di scrittura delle tavolette di Tartaria, datate tra il 5.300 e il 5.100 a.C., trovate da Vlassa. Due di queste (una rotonda e una rettangolare) sono forate e sono intagliate con segni separati da linee. La terza tavoletta è inscritta con una sorta di scrittura pittografica, simile alla scrittura sumerica (iscrizioni che furono trovate a Djemer-Nasr, Kisand Uruk, datate intorno al 3.300 a.C.). A distanza di cento anni dall’invasione dei Kurgan, ritroviamo alcuni dei pittogrammi usati dalla cultura Vinca della vecchia Europa nell’Elam.

Sopra potete vedere le tavolette pre-elamitiche del 3.400 a.C. in comparazione con le tavolette di Tartaria. Abbiamo evidenziato le analogie dei pittogrammi cerchiandoli in rosso. Le possibilità che ci troviamo davanti a una mera coincidenza sono pressoché nulle, visto che si sarebbero potute usare decine di migliaia di pittogrammi; inoltre entrambi sono in proto-cuneiforme, la scrittura che evolverà nel cuneiforme dei Sumeri. Il fatto che il proto-sumerico sia stato trovato sui Monti Zagros in iscrizioni, e nella terra di Sumer, ci ha fatto ipotizzare che i Sumeri fossero una parte di questi guerrieri kurgan, che andarono nei Monti Zagros della zona dell’Elam. Il prof. Mario Liverani fa notare che il figlio di Sargon, Rimush di Akkad, rivendicò l’Elam perché a suo dire gli fu data in eredità da Enlil, dio sumerico1.

Enlil era un re sumero, fratello di Enki ed entrambi figli del dio Anu. Le nostre scoperte storiche hanno messo in risalto come Enki fosse il padre di Adamo, che diventerà il primo re della lista reale sumerica Alulim, e di Dumuzi, sesto figlio di Enki e quinto re della lista reale sumerica.

La Bibbia parla di tutti i popoli meno che dei Sumeri non a caso, li menziona come Nefilim, gli Anunnaki che scesero2 dai monti, il cui regno era sotto il dominio di An, Enki ed Enlil. Infatti il figlio di Sargon, Rimush di Akkad, ebbe a che fare con l’Elam (la zona dove erano i Monti Zagros). Rimush attaccò una coalizione proveniente dall’altopiano (composta da Elam, Barakhshi e Zakhara), dichiarando che Enlil gli avesse dato “tutte le montagne”3, ovverosia i Monti Zagros, che erano quindi sotto il dominio di questi Anunnaki.

Questi personaggi usavano fasciarsi la testa assumendo il cosidetto cranio dodicofelalo, allungato verso l’alto e modificando le caratteristiche somatiche del viso, facendo loro assumere occhi allungati con aspetto “serpentiforme. Inoltre i Kurgan erano molto più alti e robusti degli altri popoli, tanto che nel a pagina 445 [72]del Testo Amarico del Libro di Enoch possiamo leggere;

“E siete andati dalle donne e vi siete resi impuri con le figlie di Caino. [73] Avete preso mogli ed avete agito come i figli di Caino ed avete generato figli altissimi”.

Se Noè era il re sumero Ziusudra e Adamo era il primo re sumero Alulim, allora anche Caino era un sumero. Al British Museum di Londra è custodita la tavoletta BM74329, il cui testo copiato da A.R. Millard e tradotto da W.G. Lambert (Kadmos, vol. VI).

Questa tavoletta parla di un gruppo di persone che lavoravano con l’aratro e per la Bibbia, Caino «lavorava la terra».

Queste persone erano chiamate Amakandu, “persone che vagano senza posa”, ed avevano come capo Ka’in4; oltre alla corrispondenza del nome, abbiamo una corrispondenza anche con la storia biblica di Caino, dopo la maledizione che ebbe dopo aver ucciso Abele.

Gli Anunna, definizione sumerica “Progenie del Principe”, erano i capi Kurgan che comandavano il loro popolo, chiamato Igigu o Igigi, termine di origine semitica che designava i lavoratori di ordine inferiore, ovvero il popolo. Il testo di Atrahasis, risalente al XVII secolo a.C., e conservato presso il British Museum di Londra, racconta del pesante lavoro che Enlil aveva imposto agli Igigi, svolto sia di giorno che di notte, nello scavare molto probabilmente i canali di irrigazione dai fiumi Tigri e Eufrate.

Questo fardello portò gli Igigi a ribellarsi, e a disobbedire, come raccontato dalla prima tavola del poema, tanto che abbandonarono il lavoro, recandosi nel santuario di Enlil, con gli arnesi di lavoro in mano.

Questo racconto è la testimonianza storica del primo sciopero di cui siamo a conoscenza.

In questa tabella potete vedere la lista dei primi dieci re sumeri del protodinastico I:

RighelloEpitetoDurata del regnoCirca. dateCommenti
Dopo che la regalità discese dal cielo, la regalità era in Eridu, in Eridu, Alulim divenne re, governò per 28800 anni”.
Alulim
8 sars (28.800 anni)

Alalngar
10 sars (36.000 anni)

Poi Eridu è caduta e la regalità è stata portata a Bad-tibirai.”
En-men-lu-ana
12 sars (43.200 anni)

En-men-gal-ana
8 sars (28.800 anni)

Dumuzi, il pastore“il pastore”10 sars (36.000 anni)

Poi è caduta Bad-Tibirai e la regalità è stata portata a Larak .”
En-Sipad-Zid-ana
8 sars (28.800 anni)

Poi Larak è caduta e la regalità è stata portata a Sippar”.
En-men-dur-ana
5 sars e 5 ners (21.000 anni)

Poi Sippar cadde e la regalità fu portata a Shuruppak”.
Ubar-Tutu
5 sars e 1 ner (18.600 anni)

Poi ci fu il diluvio” sotto Ziusudra.

Alulim fu il primo re della città di Eridu, dove il dio Enki creò un guardiano di un giardino che chiamò Adapa. Adapa aveva tutte le conoscenze sacerdotali e scientifiche, ma non l’immortalità. Un giorno, andando a pescare per conto degli dei, cadde in mare a causa di una tempesta; maledì il vento del sud che ruppe un’ala; gli dei processarono Adapa, ma resisi conto della sua devozione, lo perdonarono, offrendogli il pane e l’acqua dell’immortalità. Adapa, pensando ad un trucco, rifiutò, perdendo per sempre la grande occasione dell’immortalità, così come l’Adamo biblico. Secondo J. Campbell, gli Ebrei ripresero i miti biblici da quelli di origine mesopotamica; il giardino fu creato per un dio (Adamo, l’ingenuo immortale che non ha la conoscenza). Adapa, che trova corrispondenza con il re sumero Alulim, è mortale, ma possiede tutte le conoscenze; Adamo solo quando mangia il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male impara la differenza fra bene  e male. Fu in questo modo che Adamo ebbe accesso alla conoscenza, ma perse l’immortalità. Adapa, non mangiando il cibo offertogli dagli dei, rimase mortale, ma conservò i suoi privilegi sacerdotali sulla conoscenza. Egli era figlio di Ea ed era un essere semi-divino famoso per la sua prestanza fisica, un uomo saggio e istruito, sacerdote del tempio di Ea a Eridu. Adapa era l’Apkallu, o saggio, di Alulim, in realtà ci troviamo davanti ad uno sdoppiamento dei ruoli dei re, cosa con cui concordano anche altri studiosi.

Adapa era quindi lo stesso Alulim, ovvero l’Adamo della Bibbia, Alulim, in sumerico A-Lu-Lib = Padre, Uomo, Venire = il padre degli uomini che sono venuti; o ancora: Al-Ur-Em = Grande, Antenato, Nascere = Il grande antenato di quelli che sono nati, e questi non può che essere Adamo5.

Il settimo Enmenduranki o Enmenduranna, che appare al settimo posto anche nelle vecchie liste da otto re (che hanno messo Ensibzianna al sesto posto). Enmenduranki era il re di Sippar, città del dio del sole Utu (o Shamash in accadico). Si diceva che fosse stato accolto nella comunione di Utu e Ramman (Adad), ed era anche “amato da Anu, Enlil ed Enki”, ed era quindi “iniziato ai segreti del cielo e della terra”. Enmenduranki fu accreditato per aver fondato l’arte della divinazione e la linea di preti della “casa bianca” di E-babbar, il tempio di Utu a Suppar, e il suo nome significa “signore del legame tra cielo e terra”. Il suo apkallu era Utu-abzu e diversi testi di incantesimo dicono di lui: “Utu-abzu, colui che ascese al cielo”, e le tradizioni successive tendevano giustamente a identificare l’ apkallu con i re che consigliavano. Il nome di Enoch significa “iniziati, istruisci” che richiama il ruolo di Enmenduranki nel fondare l’arte della divinazione. Il libro astronomico di 1 Enoch (capitolo 72-82), ritenuto la sezione più antica dell’opera, presenta anche Enoch come dispensatore di conoscenza segreta delle leggi celesti sui movimenti del sole, della luna e delle stelle. Giubileo 4, 17-18 dice anche di lui:Fu il primo tra gli uomini che sono nati sulla terra che hanno imparato la scrittura, la conoscenza e la saggezza e che ha scritto i segni del cielo secondo l’ordine dei loro mesi in un libro, che gli uomini potevano conoscere le stagioni degli anni secondo l’ordine dei loro mesi separati e fu il primo a scrivere una testimonianza e testimoniò i figli degli uomini tra le generazioni della terra, e raccontò le settimane dei giubilei, e fatto conoscere loro i giorni degli anni, e impostare i mesi e raccontato i Sabbath degli anni come abbiamo fatto conoscere a lui”.

Per quanto riguarda la divinazione e l’astrologia, la pratica di cui il lavoro considera il male, 1 Enoch 7, 1; 8 3-4 attribuisce la loro origine agli angeli caduti. La peculiare intimità di Enmenduranki con gli dei ricorda il fatto che “Enoch camminava con Dio” (Gn. 5, 22-24 ). Enmenduranki era particolarmente affiliato al dio-sole Utu che richiama l’attenzione sul calendario solare sia in Genesi (cfr. i 365 anni di Genesi 5, 23 ) che in 1 Enoch (cfr. 72, 1-37 , in particolare v. 32). E in quarto luogo, l’ascesa di Enoc in cielo è anticipata dall’apkallu di Enmenduranki.

Il decimo re della lista reale sumerica è Ziusudra, che regnava a Shuruppak, nominato nella lista reale sumerica come l’ultimo dei re ad aver regnato prima del diluvio. Ziusudra sopravvisse alla catastrofe e questo gli garantì la favola del dono dell’immortalità, tanto che il suo nome significa «colui che ha visto la vita». Il mito è conservato su una tavoletta scritta in caratteri cuneiformi risalente al 1700 a.C. e questa tavoletta è stata denominata «Genesi di Eridu», in quanto contiene anche una parte dove si parla della creazione.

Il reperto è la trasposizione letteraria di un mito arcaico e Ziusudra è l’eroe del diluvio che nella letteratura Babilonese, con l’Epopea di Gilgamesh, prenderà il nome di «Utnapishtim», mentre prenderà quello di «Noè» nella Genesi biblica, con numerosi elementi della storia che sono comuni alle suddette versioni.

Infatti il Noè sumero, Ziusudra, in accadico “Atrahasis” e in babilonese “Ut-Napishtim”, avvisato dal dio Enki che Enlil aveva deciso di sterminare gli uomini per punizione, costruisce una nave, nella quale imbarca esemplari di tutte le specie viventi. Al termine del diluvio manda, come Noè, degli uccelli in perlustrazione, alla ricerca di terre emerse. Una volta accertatosi del ritiro delle acque, Ziusudra costruisce un altare ed offre un sacrificio agli dei, i quali, placati, lo benedicono – esattamente lo stesso sviluppo del racconto biblico. Quindi, nell’episodio biblico del diluvio, analogie ed associazioni lasciano il posto a una vera e propria clonazione del racconto sumero.

L’archeologo Schmidt ha distinto tre fasi stratigrafiche: lo strato della III dinastia di Ur corrispondente alla fine del III millennio a.C.; lo strato II con scarsi oggetti in argilla, che corrispondono al periodo sumerico antico fino all’avvento di Sargon nel 2300 a.C.; e lo strato I, separato dal II da una coltre di argilla e di sabbia, a 4-5 m di profondità, che ha fatto intravedere a Schmidt le tracce del diluvio, come ad Ur e a Kish.

Le colossali inondazioni che si registrano nelle suddette città tra il 3200 nel 3100 a.C. spingono a considerare l’ipotesi che possa essere questa una delle potenziali cause che diedero origine al mito del diluvio e il coinvolgimento della città di Shuruppak, la città di Ziusudra, diede origine alla prima epica del diluvio, con il poema assiro babilonese dell’Atrahasis.

In questa data ci fu una gigantesca catastrofe dovuta alla caduta della cometa Burckle, che cadde nell’Oceano Indiano. Parleremo di come sia stato questo l’evento che generò il mito del Diluvio Universale nel prossimo numero.

Tutte le notizie sono tratte dai libri CODEX YHWH, La famiglia di Yahweh e La rivolta degli angeli ribelli e il marchio della bestia, acquistabili su Youcanprint.

NOTE:

1 Liverani 2002.

2 Di Lenardo 2017; Di Lenardo – Divino 2019.

3 Liverani 2009: 236.

4https://books.google.it/books?id=B3VIAwAAQBAJ&pg=PA144&lpg=PA144&dq=amakandu+ka%27in&source=bl&ots=xp1fSBq3ss&sig=ACfU3U1_XWqwN9f7K7q07j1gGgSrkO1DPw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiezoWxnfPoAhUp06YKHbOFB4IQ6AEwAHoECAsQLQ#v=onepage&q=amakandu%20ka’in&f=false

5 F. Crombette, Sintesi preistorica e schizzo preistorico, vol. II, tradotto e pubblicato online da Breda R. e reperibile al link: http://crombette.altervista.org/testi/4227.pdf, consultato in data 24/03/2019, p. 47.

Storia, politica, economia

Il colpo di stato del NWO contro gli Antichi costruttori r1b

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Questa che vedete sotto è l’entrata del Parlamento a Roma, piazza Montecitorio, già corredata del suo obelisco di 22 metri da un paio di secoli. Nel 1998 sullo spazio antistante i tre portoni del Palazzo della Camera si ripristina l’originaria rampa di accesso, in forma di tronco di cono, come previsto dal Bernini, e al suolo viene disegnata la Linea Meridiana che l’Obelisco molto tempo prima presiedeva in Campo Marzio che fungeva come misuratore solare. Il 1998 è la terza ripetizione del numero della bestia (666+666+666 = 1998), che secondo il Libro dell’Apocalisse di Giovanni rappresenta un numero d’uomo, che abbiamo svelato nel terzo volume di CODEX YHWH in prossima uscita: “666 La caduta degli angeli ribelli e il marchio della bestia”, dove abbiamo decriptato per la prima volta il Libro di Enoch e Apocalisse di Giovanni.

Pochi sanno che La Menorah proviene dall’Egitto e che i sette bracci rappresentano i sette arcangeli del “Signore” che era un re sumero di cui abbiamo svelato l’identità.

5000 anni fa fu combattuta una battaglia per il potere, i cui echi deformati li ritroviamo in numerosi testi, Bibbia compresa, dove si parla della guerra che fu combattuta tra il “Signore” e gli arcangeli contro “Lucifero”, la radiosa stella del mattino che abbiamo svelato essere Adamo/Marduk il cui simbolo era il pianeta Giove, e non Venere che rappresentava la dea Inanna.

Osservate attentamente dove Conte fa, stranamente, i suoi comunicati ai giornalisti, siamo nel cortile interno del governo e si trova al centro di un triangolo che rappresenta la Trinità. La prima Trinità fu quella dei re sumeri Anu e i suoi due figli Enki e Enlil, poi abbiamo la trinità egizia con Osiride, Iside e Horus e quella babilonese con Semiramide, Baal e Tammuz.

Le persone presenti davanti a Conte sono tre, due uomini che rappresentano Baal, suo figlio e la loro madre Semiramis o Neftis, moglie di Cush/Seth nipote di Noè. Nel libro La famiglia di Yahweh, dimostriamo che in realtà il figlio di Baal era figlio di Semiramide e Yahweh. Ora contate il numero dei giornalisti sul triangolo: sette come gli arcangeli! Da lontano lo stemma sul legio della presidenza del consiglio, che notate sulla pancia di Conte sembra l’occhio di Horus come effetto.

Ma cosa c’entrano i simboli egizi con quelli sumeri e babilonesi? Adamo era il primo re della lista reale sumerica Alulim, suo figlio Caino lo ritroviamo nella tavoletta BM74329 al Brithish Museum di Londra come sumero, Enoch era il settimo re della lista reale sumerica Emmeduranki e Noè era Ziusudra, decimo re della lista reale sumerica.

Cam, uno dei figli di Noè, dopo la caduta della Cometa Burckle che causò il mito del Diluvio Universale, andò in Egitto e i suoi figli Mizraim e Cush vennero deificati in Osiride e Seth. Dopo che Seth uccise Osiride, ci fu la guerra tra Seth e suo nipote Horus, figlio di Osiride. Poi il conflitto tra i due andò avanti per molto tempo, i parenti di questi si riunirono e decisero di assegnare la regalità a Horus. Seth fu così costretto a tornare in Mesopotamia, dove Nimrod/Baal Hadad costruì il primo impero e la Torre di Babele. Nimrod fu poi attaccato da suo fratello Yahweh, di cui abbiamo svelato l’identità, nonchè la storia di guerra tra i due personaggi, che sposarono entrambi la loro madre Semiramide, conosciuta come Nefti, moglie di Seth/Cush in Egitto.

Siamo di fronte a simboli del Nuovo Ordine Mondiale, presi dagli “Antichi Costruttori”, aplogruppo r1b, cui appartenevano i Sumeri, discendenti dei guerrieri Kurgan e gli Egizi (non a caso Amenhotep III, Akhenaton e Tutankhamon avevano questo aplogruppo); questo perché abbiamo dimostrato che discendevano da Sem, fratello di Cam, entrambi figli di Noè/Ziusudra.

Questi personaggi furono i primi ad usare la metallurgia con il fuoco, a costruire città (la prima fu quella che costruì Caino, la città di Enoch), imperi (il primo impero fu quello costruito da Nimrod che costruì anche la Torre di Babele) e lo sviluppo di una tecnologia che ha portato all’attuale civiltà.

Gli Antichi Costruttori arrivarono in Italia, Spagna, Inghilterra e Francia, facendo di noi i loro discendenti, ed erano seguiti dagli allevatori di Capre e agricoltori dell’aplogruppo J, tra i cui discendenti troviamo i Rothschild ed altri banchieri che stanno mettendo sotto dittatura l’intera umanità con la moneta debito che creano dal nulla, addebitandola ai popoli/stati.

In conclusione ci troviamo davanti ad un inganno gigantesco che ha coinvolto, a loro insaputa, anche molti fratelli appartenenti alla massoneria, nonché agli illuminati e a chi sta portando avanti la globalizzazione per la costituzione del Nuovo Ordine Mondiale, tra cui il Vaticano, che nel XV secolo ha venduto la patente per l’usura a questi personaggi.

I veri discendenti degli Antichi Costruttori siamo noi, quelli che appartengono aqll’aplogruppo J non sono ebrei, il popolo ebraicoi discende da Eber, pronipote di Noè/Ziusudra aplogruppo r1b.

Quindi stanno tradendo non solo il loro popolo, ma anche loro stessi grazie a questo atavico inganno. Per verificare quello che stiamo dicendo vi preghiamo pertanto di leggere e diffondere le innumerevoli prove storiche, archeologiche, etimologiche, genetiche ecc., che portiamo nella trilogia di CODEX YHWH.

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Antico Testamento

Svelata l’identità di YHWH: Avila, pronipote di Noè e fratello di Nimrod

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Una scoperta storica destinata a fare il giro del mondo in poco tempo: è stata svelata l’identità del dio degli ebrei Yahweh.

Una figura che ha suscitato scalpore, in quanto le caratteristiche di questo “dio” erano quelle di un dio carnale che compiva azioni in prima persona, arrivando persino ad uccidere e fare stragi di interi popoli, un dio bellico e guerrafondaio che aveva messo in grave imbarazzo la chiesa e che aveva indotto alcuni ricercatori a vedere in lui un alieno.

Avila era il nipote di Cam, figlio di Noè, che dopo la caduta della Cometa Burckle si trasferì in Egitto, meglio conosciuto come il Re Scorpione, deificato come il dio Amon.

Due figli di Cam, Mizraim e Cush, furono deificati come gli dèi Osiride e Seth, famosi per la loro lotta di potere riportata nella mitologia egizia, con Seth che uccise suo fratello Osiride dopo che aveva scoperto il rapporto di adulterio che aveva avuto con sua moglie Nefti, sorella anche di Mizraim/Osiride che aveva sposato anch’egli la sorella Iside.

Mizraim è stato inoltre identificato come il faraone Narmer che unificò Alto e Basso Egitto, nome preso proprio da Mizraim che vuol dire Egitto. Furono questi personaggi a dare il loro nome alle terre che conquistavano e non il contrario, la terra di Yahweh era chiamata terra di Avila perché Avila era Yahweh, così come il nipote di Noè Canaan diede il nome a quella terra oppure Caino che costruì la città di Enoch, nome del figlio.

Dopo che Mizraim/Osiride fu ucciso, suo figlio Ananamin, deificato come Horus, alias il faraone Aha-Hor, si scagliò contro suo zio Seth dopo aver avuto anch’egli una relazione con la zia Nefti.

Dopo una lunga guerra si riunirono le persone più importanti, probabilmente loro parenti, e decisero di assegnare la regalità ad Horus, costringendo Seth/Cush e i suoi figli a tornare in Mesopotamia.

Nimrod costruì il primo impero, alla morte di Seth/Cush sua moglie Nefti, che qui diventò la regina Semiramide, sposò suo figlio Nimrod, che fu deificato come Baal Hadad.

Avila lo attaccò distruggendo la Torre di Babele e Nefti/Semiramide cercò di mettere pace tra i due figli, poi sposò Avila che fu deificato come Yahweh in palestina e Yam in Mesopotamia. Baal hadad uccise Yahweh/Avila, ma il dio della morte Mot, conosciuto in Egitto come Anubi, nato dall’adulterio di Mizrain/Osiride con Nefti, uccise Baal Hadad.

Intanto Semiramide/Nefti era rimasta incinta da Yahweh, e quando partorì disse che Tammuz era il Dio Sole Baal risorto.

Quando ci fu la lotta guerra tra i Mittani discendenti di Sem figlio di Noè e gli Egizi, il re di Mittani Parsatatar, alias Tare padre di Abramo e Sarah, fu sconfitto e il faraone Thutmose III prese in ostaggio i suoi figli per evitare nuovi attacchi. Thutmose III sposò Sarah e da questa unione nacque Isacco.

Thutmose III scoprì che Abramo non era solamente fratello di Sarah, ma anche suo marito e nel dubbio che Isacco fosse figlio di Abramo gli chiese di ucciderlo. L’elohim che chiese ad Abramo era il faraone Thutmose III. Ovviamente se Abramo avesse tentato di uccidere Isacco, questo voleva dire che era figlio del faraone Thutmose III, mentre se avesse tentato di salvarlo voleva dire che era figlio di Abramo.

Quando Abramo stava per tagliargli la gola due ufficiali di Thutmose III lo fermarono immediatamente. Giacobbe, figlio di Isacco, era dunque cugino del figlio di Thutmose III, Amenhotep II. Il figlio di Amenhotep II era il faraone Thutmose IV e quando ci fu una carestia Giacobbe mandò suo figlio Giuseppe a chiedere aiuto per il padre. Thutmose IV aveva sposato la sorella di Giuseppe, Mutemuia, figlia di Giacobbe alias il re di Mittani Artatama.

Giuseppe con un colpo di stato uccise il faraone Thutmose IV, le due spose reali Nefertari e Iaret e suo fratello Beniamino il primogenito del faraone. Giuseppe diventò Viceré d’Egitto, spogliò la popolazione di tutti i loro averi e il figlio che ebbe con sua sorella Mutemuia divenne il faraone Amenhotep III.

Amenhotep III era il padre del faraone Akhenaton, che elesse Baal Adad/Adon/Aton a capo degli dèi egizi, eleggendolo come il dio più importante (enoteismo). Poi ebbe una relazione di adulterio con sua cugina Iochebed, figliaq di Levi, fratello di Giuseppe. Da questa relazione di adulterio, in quanto Iochebed era sposata con suo nipote Amram, nacque Mosè, fratellastro di Akhenaton, che divenne Vicerè d’Egitto come Thutmose V e generale del faraone.

Un’altra figlia di Levi era Sifra o Melcha, l’allevatrice di Mosè. Mosè era adoratore di Aton/Baal, così come Gesù, suo discendente.

Amenhotep III, Akhenaton e Tutankhamon hanno lo stesso aplogruppo dei Kurgan: r1b1a2 ed usavano fasciarsi il cranio che diventava dodicocefalo, allungandosi verso l’alto dando al viso un aspetto serpentiforme grazie alla deformazione degli occhi e del viso. Questo portò Enoch, nell’antico testo amarico del Libro di Enoch, a definirli “uomini altissimi” poi deformato in “giganti” e Nafil, ovvero caduti o scesi dalle alte montagne dei Monti Zagros.

La New Age ha usato queste caratteristiche per portare avanti infondate tesi su inesistenti ibridazioni aliene e su rettiliani provenienti da altri modi al fine di nascondere verità scomode al potere e al Vaticano.

Portiamo prove storiche, archelogiche, etimologiche e genetiche di tutte queste affermazioni nei libri CODEX YHWH e La famiglia di Yahweh, dove potrete leggere come fu ucciso il dio degli ebrei da suo fratello come Baal divenne il dio dei cristiani, conosciuto anche come Moloch, il dio a cui venivano sacrificati i bambini che venivano bruciati vivi tra le fiamme, oppure mangiati come pietanze squisite come dice il filosofo Beroso; culti e rituali che fanno parte ancora oggi delle logge nere della massoneria e del Vaticano.

Cush fu infine deificato come Allah, Nimrod come Baal Hadad dio dei cristiani e Avila come Yahweh dio degli ebrei. Questi personaggi cambieranno nome in altre nazioni come Zeus, Odino, Thor, Loky, Crono, Poseidone ecc. ecc., tutti gli dei cosidetti pagani sono sempre questi personaggi che erano discendenti dei guerrieri Kurgan, aplogruppo r1b. Da questi personaggi discende l’elite dei Grandi Costruttori, a partire da Caino, figlio di Adamo, alias Alulim, primo re della lista reale sumerica del protodinastico I. Caino fu il primo a costruire una città che chiamo Enoch, Nimrod il primo a costruire un impero, Adamo e suo figlio Seth alias il dio sumero Nabu, i primi a elaborare la scrittura, imparata da Nisaba, madre di Lilith/Ninlil, prima moglie di Adamo.

Dalla civiltà sumera ed egizia siamo arrivati alla civiltà greca fino a quella gloriosa dell’impero romano. Le costruzioni sono diventate sempre più imponenti così come i collegamenti attraverso strade dei vari imperi, che rendevano più facili le rotte commerciali.

Oggi stiamo assistendo alla fine della gloriosa civiltà dei Grandi Costruttori grazie al Vaticano, che nel XV secolo ha venduto la patente per l’usura nelle mani di persone senza scrupoli, tra cui i Rothschild, appartenti all’aplogruppo J2.

Oggi siamo sotto dittatura dei banchieri con la moneta debito, in primis da parte dei banchieri della famiglia Rothshild che ha dato vita a un impero bancario e finanziario internazionale, ha acquisito il patrimonio più vasto della storia moderna e nel XIX secolo ha stabilito una vera e propria dinastia. Sulla base dei risultati ottenuti dal Rothschild DNA Project e del J2-M172 Haplogroup Research pare appartengano all’aplogruppo J2a1-Y23457 (sotto M67, Z467 and Y15238).

L’origine dell’aplogruppo J1, dunque, dovrebbe trovarsi nella regione tra il Caucaso, i Monti Zagros, il Tauro e l’Anatolia orientale del Paleolitico superiore; questo aplogruppo ebbe un’importante espansione durante il neolitico insieme all’aplogruppo J2 che si sarebbe diffuso verso l’Asia meridionale e centrale partendo dai monti Zagros. L’espansione del J2 si può correlare inizialmente alla diffusione della domesticazione dei bovini e delle capre intorno all’ 8.000-9.000 a.C., per poi subire una seconda espansione in concomitanza con l’avvento della metallurgia da parte dell’aplogruppo r1b dei Grandi Costruttori che seguivano.

Ora grazie al Vaticano siamo diventati i servi dei nostri garzoni, che seguivano i nostri antenati; quello che è inconcepibile è che le logge massoniche operano in favore di questi banchieri che vogliono distruggere la nostra identità culturale, tecnologica, costruttiva ecc., attraverso l’immigrazione selvaggia di migranti incompatibili per etnia ai nostri usi e costumi.

Questo non vuol dire solamente tradire il popolo dei Grandi Costruttori ma anche se stessi, visto che evidentemente non hanno capito che i banchieri appartengono all’aplogruppo J. Se prima avevano la scusante di non sapere, e la massoneria ha sempre detto di essere alla ricerca della verità, nel momento che le nostre scoperte storiche si diffonderanno non avranno più scusanti, in primis quelli che si fanno chiamare arbitrariamente Maestri Venerabili, che lucrano sui loro iscritti facendosi pagare profumatamente per i passaggi di grado dai loro affiliati, in cambio di informazioni distorte.

La maggior parte degli affiliati si iscrive alle logge per portare avanti relazioni di amicizia che possano produrre allacci commerciali e politici. Ma oggi con la crisi voluta dai banchieri dell’aplogruppo J, che vogliono instaurare un Nuovo Ordine Mondiale, si stanno accorgendo che solamente i grandi imprenditori aumenteranno il loro potere e guadagno, mentre i medi e piccoli imprenditori saranno destinati a scomparire.

E’ giunta quindi l’ora di abbandonare queste logge che dicono astutamente di non interessarsi di politica e religione, quando in realtà proprio di quello si interessano, fregandosene, anzi cercando di censurare queste scoperte storiche o facendo intorno a loro congiura del silenzio. Chiediamo quindi di aderire al gruppo r1b Gli Antichi Costruttori, per riprendere in mano la nostra nazione, la nostra identità culturale e la tecnologia che appartiene ai nostri predecessori, pur se a malincuore devo dire che questa evoluzione tecnologica è avvenuta grazie a continue guerre di potere.

Un ringraziamento personale a tutti i lettori che ci aiuteranno a diffondere le nostre scoperte storiche, abbiamo riscritto gli ultimi 5000 anni di storia dell’umanità, la parte più importante, che in un lasso di tempo brevissimo ci ha fatto fare un grande balzo tecnologico, purtroppo non accompagnato da una corretta civilizzazione culturale.

E’ in gioco il nostro presente da uomini liberi ma sopratutto il futuro dei nostri figli da uomini liberi e oggi questa dittatura si è conclamata attraverso l’emissione di una moneta che viene creata dal nulla dai banchieri e messa a debito ai popoli che vengono così sempre più impoveriti. Riprendere la sovranità monetaria attraverso la zecca tipografica e senza titoli di stato o debito a fronte, è l’unica soluzione che ci permetterà di abbattere definitivamente questa dittatura globale, al fine di scambiarci con questo strumento, che serve solamente a misurare il valore dei beni e servizi, quello che NOI produciamo!

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Antico Testamento

Svelata l’identità di Yahweh e degli Elohim della Bibbia

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Da molti anni i fautori della paleoastronautica parlano degli Elohim della Bibbia e di Yahweh, dio degli ebrei, ipotizzando che siano esseri venuti da altri mondi, quindi extraterrestri. Per portare avanti questa tesi leggono letteralmente i contenuti della Bibbia e di altri testi, come il Libro di Enoch in primis, “facendo finta che” ciò di cui si parla siano fatti veramente accaduti. Ovviamente per fare questo estrapolano parole o piccole frasi decontestualizzandole e traducendole a modo loro.

Un classico esempio è il Ruach o Kevod, tradotto da tutti come “Gloria”, che viene invece tradotto con vari artifizi come “astronave”. A questo punto facemmo un esperimento, inserendo in tutte le frasi della Bibbia astronave al posto di Gloria per cedere cosa accadeva. Il risultato fu sorprendente: non una sola frase aveva un senso compiuto. Ci siamo trovati davanti a situazioni paradossali con questa astronave che entrava dentro il corpo di persone o altre ancor più ridicole.

Abbiamo voluto quindi indagare su chi fossero in realtà questi Elohim, mettendo in comparazione testi sumeri, babilonesi, accadici, egizi ecc. con la Bibbia, avvalendoci inoltre di prove archeologiche, etimologiche, genetiche con lo studio degli aplogruppi ecc., per cercare di venirne a capo.

Nel primo libro della trilogia di CODEX YHWH abbiamo individuato come i personaggi più famosi della Bibbia, come Adamo, Eva, Noè, Caino e altri, come Enoch, erano in realtà sumeri e molti di questi li abbiamo trovati nella lista reale sumerica WB62 nel protodinastico I. Adamo era il primo re di questa lista che regnò ad Eridu, Alulim; Caino lo abbiamo trovato nella tavoletta BM74329 copiata da Lambert e tradotta da Millard, Enoch era il settimo re della lista reale sumerica Emmeduranki, Noè era il decimo re della lista reale sumerica Ziusudra. Abbiamo inoltre dimostrato che questi sumeri venivano da una zona compresa tr il Mar Nero fino all’Elam, nei Monti Zagros, e di come questi guerrieri abbiano imparato la prima forma di scrittura dai pittogrammi della Cultura Vinca, così come la metallurgia e altre cose.

Ovviamente elaborarono i pittogrammi fino a farli diventare una vera e propria scrittura che si è andata sempre più elaborando, così come la metallurgia che usarono per costruire armi. Inoltre abbiamo svelato chi era la “radiosa stella del mattino” su cui fu elaborata la figura di “Lucifero” e “Satana”, e l’elohim che in Genesi vietò di mangiare ad Adamo, l’elohim che gli tolse l’immortalità e l’elohim creatore diverso da questi altri due. Anche loro re sumeri importanti, parenti e antenati di Adamo/Alulim, ma Yahweh non era tra questi.

Abbiamo finalmente svelato la sua identità nel libro La famiglia di Yahweh, uscito da poco su youcanprint, e con sorpresa quella di Baal Adad, dio dei cristiani, identificato con Nimrod, pronipote di Noè. Nimrod fu deificato anche come Moloch, il dio a cui venivano sacrificati i bambini bruciati vivi tra le fiamme, tanto da far dire al filosofo greco Beroso che questi individui mangiavano i feti abortiti come pietanze squisite. Rituali ben conosciuti nella massoneria, che ha fatto non a caso di Moloch/Nimrod uno dei suoi idoli. I massoni fanno finta che… sono contro il Vaticano, in realtà una di queste logge è collusa con i gesuiti e non è un caso che abbiano cercato di salvare il Vaticano, messo in crisi dagli esegeti che parlavano di Yahweh come di un dio bellico, guerrafondaio e sterminatore di interi popoli, per un alieno.

Ora, caso strano, dopo le mie scoperte su Nimrod/Moloch dio del cristianesimo e quindi del Vaticano, si cerca di farlo passare per un alieno, uno degli Anunnaki, Nephilim o Giganti di cui parla la Bibbia e il Libro di Enoch, che si unirono con le figlie degli uomini. A pagina 445 [72] del Testo Amarico del Libro di Enoch possiamo leggere; E siete andati dalle donne e vi siete resi impuri con le figlie di Caino. [73] Avete preso mogli ed avete agito come i figli di Caino ed avete generato figli altissimi”. Il termine figli altissimi conferma che i kurgan erano molto più alti degli altri popoli. Nella traduzione dei vocabolari ge’ez la traduzione per Nafil è “caduto”, così come anche nel Libro dei Giubilei a pag. 31 dell’edizione del Dillmann. Il traduttore amarico (p. 445, 85) traduce: “gli uomini altissimi arrivati dalle nuvole”. Nephilim o caduti indicava i Kurgan, Anunna (progenie dei principi) che scesero dagli alti Monti Zagros.

Questi personaggi usavano fasciarsi la testa con il cranio che si deformava diventando dodicocefalo, allungato verso l’alto, facendoli apparire ancora più alti e deformando inoltre il viso che assumeva un aspetto serpentiforme con occhi allungati, da cui si elaborò la tesi di alieni rettilianisu cui tanto si è speculato per vendere libri e produrre film.

Faccio notare che prima del sottoscritto nessuno aveva allacciato i sumeri con i Monti Zagros, comunque dopo la caduta della Cometa Burckle, nell’Oceano Indiano intorno al 3000 a.C. che generò il mito del Diluvio Universale, Cam, uno dei figli di Noè, andò in Egitto e i suoi figli Mizraim e Cush vennero deificati in Osiride e Seth. Dopo che Seth uccise Osiride, ci fu la guerra tra Seth e suo nipote Horus, figlio di Osiride. Dopo che il conflitto tra i due andò avanti per molto tempo, i parenti di questi si riunirono e decisero di assegnare la regalità a Horus. Seth/Cush fu così costretto a tornare in Mesopotamia, e suo figlio Nimrod costruì il primo impero con la Torre di Babele.

Nimrod fu poi attaccato da Yahweh, nome deificato del personaggio di cui sveliamo la vera identità nel libro, e Nimrod come Baal Hadad/Moloch, Aton in Egitto. Spiacente ma siamo di fronte alla solita storia di guerra di potere di personaggi senza scrupoli che facevano matrimoni tra consanguinei per aumentare il potere che è arrivato fino a noi e che ora vuole mettere sotto dittatura l’intera umanità, grazie al controllo della moneta che creano dal nulla addebitandola agli stati a cui hanno tolto la sovranità monetaria, grazie ai politici collusi e ai massoni.

Da notare che noi siamo discendenti di questi Kurgan indoeuropei, aplogruppo r1b e che i banchieri come Rothschild appartengono all’aplogruppo J e questo aplogruppo era degli allevatori di capre e agricoltori che seguivano i Grandi Costruttori dell’aplogruppo r1b, come Caino che edificò la prima città, Enoch, come Nimrod che costruì il primo impero, come Adamo e suo figlio Set che elaborarono la scrittura ecc.

Concludendo, il Vaticano nel XV secolo ha venduto la patente per l’usura a questi personaggi e noi da padroni siamo diventati servi dei nostri garzoni grazie anche alla massoneria, che non solo ha tradito il suo popolo, ma anche loro stessi, essendo noi e i Grandi Costruttori appartenenti all’aplogruppo r1b.

Spiacente ma nessun inventato alieno riuscirà a salvare il Vaticano, leggete la trilogia di CODEX YHWH con l’ultimo libro che sta per uscire, dove abbiamo per la prima volta svelato l’Apocalisse di Giovanni, il Libro di Enoch, chi erano gli angeli ribelli o vigilanti, il “Signore” e gli arcangeli, il motivo che portò alla guerra questi due gruppi di GUERRIERI UMANI DEIFICATI E DEMONIZZATI e il Marchio della Bestia, il numero 666 che era nome d’uomo. Noi abbiamo ricostruito la storia dell’umanità, aiutateci a diffondere le scoperte storiche e ci libereremo definitivamente di questo potere che sta togliendo a noi tutti la libertà e la dignità. Questa è la madre di tutte le guerre, per il nostro presente da uomini liberi, ma sopratutto per un futuro da uomini liberi dei nostri figli!

Link per l’acquisto: https://www.youcanprint.it/storia-generale/la-famiglia-di-yhwh-9788831662604.html

Antico Testamento

Il popolo eletto? Secondo la Bibbia sarebbero gli italiani e non gli ebrei!

Nel precedente articolo, “gli italiani sono ebrei discendenti dei kurgan”, abbiamo visto come le popolazioni che parlavano l’italico, una lingua di ceppo indoeuropeo, abbiano attraversato le Alpi e invaso la penisola italiana circa 3.200 anni fa, fondando la cultura di Villanova e portando con sé i lignaggi R1b-U152 sostituendo e facendo spostare gran parte della popolazione autoctona. R1b era l’aplogruppo dei kurgan, che proprio in quel periodo invasero l’Egitto e quindi anche l’Italia, oltre che la Terra di Sumer, dove diventarono i sumeri. I Kurgan conquistarono tutta la penisola ma si stanziarono in massa nell’Italia settentrionale e centro-occidentale, specialmente nella Pianura padana ed in Toscana ma anche in Umbria e nel Lazio.

Nel libro CODEX YHWH, abbiamo dato prova di come il “dio della Bibbia” e gli Elohim furono costruiti con un processo di evemerizzazione (processo di divinizzazione e deificazione su personaggi umani realmente esistiti) sui re kurgan/sumeri. Il primo re della lista reale sumerica era Alulim, figlio di Enki, che ritroviamo nella Bibbia, in Genesi, come il “Signore” che porrà il divieto di mangiare ad Adamo/Alulim, mentre il nonno di Adamo e padre di Enki, cioè Anu, era il dio che gli tolse l’immortalità.

Nella Bibbia, si fa riferimento ad un patto di alleanza che il Signore stabilì con il suo popolo tramite Mosè: Al terzo mese dall’uscita degli Israeliti dal paese di Egitto, proprio in quel giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. Levato l’accampamento da Refidim, arrivarono al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: “Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti”. Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: “Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!”. Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: “Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a te”.(Es 19,1-9)

Nel libro CODEX YHWH abbiamo dato prove del fatto che Mosè era figlio del faraone Amenhotep III e Iochebed, che tradì suo marito, nonché nipote Amram con il faraone. Ma Amenhotep III era a sua volta figlio del patriarca Giuseppe, figlio di Giacobbe, alias il re di Mittani Artatama.

Giacobbe era figlio di Isacco, nato dall’unione della principessa Sarah e del faraone Thutmose III. A sua volta Sarah era sia sorella chew moglie di Abramo, figli di Tare, alias il re di Mittani Parsatatar, che perse nel 1457 a.C., la battaglia di Megiddo contro il faraone Thutmose III.

Come potete vedere nella tabella genealogica soprastante, Tare (Tera nella tabella) discendeva da Sem, figlio di Noè, alias Ziusudra, decimo re della lista reale sumerica. Ma se questi re sumeri erano discendenti dei re Kurga, allora il loro aplogruppo doveva essere R1b.

Il faraone Amenhotep III era anche padre di Akhenaton, quindi Mosè e Akhenaton erano fratellastri da parte di padre e nipoti del patriarca biblico Giuseppe, e quindi dovevano avere l’aplogruppo R1b.

Nel 2009 sono stati realizzati dei test del DNA sulla mummia di Tutankhamon e di altri membri della sua famiglia, i quali sono stati pubblicati, anche se solo parzialmente, nel febbraio del 2010. IGENEA è riuscita a ricostruire il profilo Y-DNA di Tutankhamon, di suo padre Akhenaton e del nonno Amenhotep III. Il risultato ha confermato i nostri studi, dimostrando che Tutankhamon appartiene all’aplogruppo R-M269, di cui fa parte oggi oltre il 50% degli individui di sesso maschile dell’Europa Occidentale.

DYS#   393 390 19 391 385a 385b 439 389-1
Allele   13 24 8/14 11 11 14 10 13
 
DYS#   392 389-2 458 437 448 GATA H4 456 438
Allele   13 30 16 9/14 19 10 15 12

Rappresentazione: Profilo del DNA di Tutankhamon.

L’aplogruppo R-M269 ebbe origine circa 9500 anni or sono nella regione attorno al Mar Nero, e la migrazione di una parte dei Kurgan in Italia avvenne intorno al 3200 a.C., mentre altri Kurgan invasero la Terra di Sumer e l’Egitto.

Il “patto di alleanza” fu quindi stabilito da “Dio” con il popolo della sua razza, il cui aplogruppo è l’R1b, tra cui gli italiani, mentre quelli che oggi si definiscono Ebrei appartengono invece ad un altro aplogruppo, ovvero il J. J1-P58, il ramo semitico centrale di J1, sembra si sia espanso attraverso la penisola araba a partire dal Levante meridionale (Israele, Palestina e Giordania) durante l’età del bronzo, in un periodo compreso approssimativamente tra il 3.500 e il 2.500 a.C., e le due sotto cladi ebraiche di J1 più comuni, a valle di P58, sono Z18297 e ZS227. Quest’ultima include l’aplotipo Cohanim. Molti degli altri rami al di sotto di P58 possono essere descritti come semitici, nonostante solo FGC12 sembri essere direttamente legato all’espansione araba medievale partita dall’Arabia Saudita.

Ricapitolando, i discendenti di Ziusudra/Noè andarono in Egitto con Mizraim e Cush e conquistarono l’Egitto e la terra di Canaan che diventò una loro colonia, mentre dai discendenti di Sem si formarono gli Hurriti/Mittani. Da quest’ultimi arriviamo da Tare, padre di Abramo, fino a Mosè, fratello di Akhenaton e quindi anch’egli con aplogruppo r1b1a2; questa era l’elite dominante guerriera che utilizzò gli j1c3, erroneamente definiti ebrei (in quanto Eber, da cui discesero gli ebrei, era discendente di Sem e quindi con aplogruppo r1b1a2), per i loro scopi di dominio sul mondo.

Dopo che l’imperatore Tito distrusse il Tempio di Gerusalemme, alcuni di questi zeloti r1b1a2 M269 tornarono in Mesopotamia prendendo infine più tardi il potere in Khazaria.

Posizione del Regno Cazaro, nell’Europa orientale.

Attorno al 740 d.C., il Khan khazaro Bulan si convertì all’Ebraismo, imponendo tale religione a tutte le popolazioni dei suoi domini, con una brusca rottura con il passato, noto per la sua tolleranza religiosa. Verso la fine dell’VIII° secolo, le famiglie reali khazare e la nobiltà si erano già convertite in massa all’Ebraismo, che dopo l’830 divenne religione di Infatti abbiamo numerosi ritrovamenti numismatici che riportano nomi ebraici (Zaccaria, Isacco, Sabriele, ecc.) scelti dai re al momento della loro incoronazione. Per tutto il VII° e l’VIII° secolo i Khazari combatterono guerre, che li vide quasi sempre vincitori, contro il Califfato Omayyade che tentava di espandere la sua influenza verso il Caucaso. Verso la fine del VII° secolo tutta la Crimea era stata occupata, tanto che vi sono prove della presenza di un governatore (tundun) khazaro, infatti a Cherso nel 690, abbiamo un governatore khazaro (tundun) nonostante la città fosse nominalmente sotto il dominio bizantino.

I Khazari si allearono quindi con Bisanzio, tanto che quando Giustiniano II°, nel 704, venne esiliato a Cherso, scappò in Khazaria e sposò la sorella del kagan Busir, e nel 711 l’imperatore Filippico ebbe proprio i Khazari al suo fianco per la sua ascesa al trono. L’imperatore Leone III° arrivò addirittura a dare in moglie suo figlio Costantino (poi Costantino V° Copronimo) alla principessa khazara Tzitzak e il figlio Leone IV° passò alla storia con il soprannome di “Leone il khazaro”.

Khazari all’inizio erano alleati dei norreni stanziati nella zona di Novgorod, e la politica dei Rus venne influenzata dai Khazari, con cui i Norreni condividevano traffici commerciali e l’ostilità verso le popolazioni arabe.e di Sarkel e Tematarkha nel 965 e ad occupare Itil nel 969, ponendo fine all’impero khazaro.

Le popolazioni del dissolto impero khazaro iniziarono così a migrare, diffondendosi principalmente nelle terre slave dell’Europa centro-orientale, gettando le basi di quelle che diverranno le principali comunità ebraiche di quelle regioni, e da lì iniziò una vera e propria operazione di occultamento di questi ebrei r1b1a2 conosciuti come Ashkenaziti Khazari, menre gli Ebrei Sefarditi hanno un’origine semitica e medio-orientale j1c3.

Intorno al 960 i Khazari e i Variaghi si allearono contro le città musulmane del Caucaso meridionale; questo portò ad una rivolta interna da parte della minoranza islamica del khanato, e di Sarkel e Tematarkha nel 965 e ad occupare Itil nel 969, ponendo fine all’impero khazaro.

Le popolazioni del dissolto impero khazaro iniziarono così a migrare, diffondendosi principalmente nelle terre slave dell’Europa centro-orientale, gettando le basi di quelle che diverranno le principali comunità ebraiche di quelle regioni, e da lì iniziò una vera e propria operazione di occultamento di questi ebrei r1b1a2 conosciuti come Ashkenaziti Khazari, menre i Sefarditi non possono considerarsi ebrei in quanto non discendenti da Eber e con un’origine semitica e medio-orientale j1c3 con la conseguenza che la “nobiltà ebraica” r1b1a2, chiuse le rotte di navigazione sul Volga ai Rus.

Questo cambio di alleanze portò Oleg di Novgorod e Sviatoslav di Kiev ad attaccare i domini khazari con l’assenso e l’aiuto di Bisanzio, Sviatoslav riuscì infine a conquistare le fortezze di Sarkel e Tematarkha nel 965 e ad occupare Itil nel 969, ponendo fine all’impero khazaro.

Le popolazioni del dissolto impero khazaro iniziarono così a migrare, diffondendosi principalmente nelle terre slave dell’Europa centro-orientale, gettando le basi di quelle che diverranno le principali comunità ebraiche di quelle regioni, e da lì iniziò una vera e propria operazione di occultamento di questi ebrei r1b1a2 conosciuti come Ashkenaziti Khazari.

Questo è confermato dall’articolo dell’American Journal of Human Genetics dell’ottobre 2003, n°73, che tratta dell’origine dei Leviti Ashenaziti con oltre il 51% di r1b1 di aplogruppo, contro il 21,69 dei norvegesi e i 12,5 degli ariani tedeschi di questo marcatore ariano indoeuropeo.

Oggi siamo sotto dittatura dei banchieri con la moneta debito, in primis da parte dei banchieri della famiglia Rothshild che ha dato vita a un impero bancario e finanziario internazionale, ha acquisito il patrimonio più vasto della storia moderna e nel XIX secolo ha stabilito una vera e propria dinastia. Sulla base dei risultati ottenuti dal Rothschild DNA Project e del J2-M172 Haplogroup Research pare appartengano all’aplogruppo J2a1-Y23457 (sotto M67, Z467 and Y15238).

All’interno del subcontinente indiano il J2a raggiunge la sua frequenza massima (15-25%) intorno al confine indo-pakistano, dal Punjab fino al Gujarat e al Sindh. Questa regione corrisponde perfettamente al confine della civiltà della valle dell’Indo, dell’Età del bronzo, conosciuta anche come civiltà di Harappa, che durò dal 3.300 al 1.300 a.C. e che praticava l’adorazione del toro proprio come le altre civiltà J2a.

Se ci chiediamo come mai il vero “popolo eletto” ha perso il controllo sul denaro, la risposta è che il Vaticano nel XV secvolo ha venduto la patente per l’usura a queste famiglie.

Nella Bibbia possiamo trovare le leggi che prevedevano come attraverso il controllo del denaro il popolo eletto avrebbe dominato il mondo: “Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nel paese che il Signore tuo Dio ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti dò. Il Signore tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno”1.

Chiediamo pertanto lo stato di accusa nei confronti del Vaticano e il sequestro di tutti i suoi beni, per aver tradito il vero popolo eletto; inoltre quelle che si definiscono comunità ebraiche tali non risultano essere, con tutte le considerazioni che ne conseguono, a meno che non risultino appartenere all’aplogruppo R1b.

Codex YHWH può essere aquistato in versione digitale o cartacea al seguente link: https://www.youcanprint.it/religione-generale/codex-yhwh-9788831643184.html

1Dt. 15, 1-6

Antico Testamento

Gli italiani sono “ebrei” discendenti dei kurgan

Un cambio di paradigma che farà storcere il naso a molti e che riscrive la storia dell’umanità. Secondo la Bibbia il popolo ebraico discende da Eber, pronipote di Noè. Nel libro CODEX YHWH abbiamo dato prova che il Noè della Bibbia era il re sumero Ziusudra, decimo re della lista reale sumerica del protodinastico I.

Righello Epiteto Durata del regno Circa. date Commenti
Dopo che la regalità discese dal cielo, la regalità era in Eridu, in Eridu, Alulim divenne re, governò per 28800 anni”.
Alulim
8 sars (28.800 anni)

Alalngar
10 sars (36.000 anni)

Poi Eridu è caduta e la regalità è stata portata a Bad-tibirai.”
En-men-lu-ana
12 sars (43.200 anni)

En-men-gal-ana
8 sars (28.800 anni)

Dumuzi, il pastore “il pastore” 10 sars (36.000 anni)

Poi è caduta Bad-Tibirai e la regalità è stata portata a Larak .”
En-Sipad-Zid-ana
8 sars (28.800 anni)

PoLarak è caduta e la regalità è stata portata a Sippar”.
En-men-dur-ana
5 sars e 5 ners (21.000 anni)

Poi Sippar cadde e la regalità fu portata a Shuruppak”.
Ubar-Tutu
5 sars e 1 ner (18.600 anni)

Poi ci fu il diluvio” sotto Ziusudra.

Shuruppak era la città dove regnò Ziusudra, ovvero il Noè della Bibbia, quando avvenne il Diluvio, che nell’Hatrahasis diventa Utnapistim. Nella lista reale sumerica, il principio di “regalità” che discende dal cielo fu assegnato per la prima volta alla città sumera di Eridu; poi si trasferisce alla città di Bad-Tibirai, per poi discendere sulla città di Larak; poi a Sippar e infine, prima del Diluvio Universale, a Shuruppak, dove in una Lista Reale Sumerica Ubartutu è l’ultimo re prima del Diluvio, mentre in un’altra tavola, WB 62, scritta sempre in sumerico, viene citato Ziusudra.

Noè-Ziusudra: lo stesso personaggio, il cui bisnonno era Enoch-Emmeduranki.

Questa la genealogia da Adamo a Noè: Adamo, Set, Enos, Kenan, Maalaleèl, Iared, Enoch, Matusalemme, Lamech, Noè. Se sovrapponiamo i nomi dei re della Lista Reale Sumerica a questi personaggi abbiamo: Adamo/Alulim, Set/Alalngar, Enos/En-men-lu-ana, Kenan/En-men-gal-ana, Maalaleèl/Dumuzi, Iared/En-Sipad-Zid-ana, Enoch/En-men-dur-ana, padre di Matusalemme, nonno di Noè.

Nella versione WB-62 della lista dei re sumeri sono accennati due re/capi di Shuruppak. I nomi dei due re sono: SU.KUR.LAM, che regnò per 8 anni e suo figlio Ziusudra che regnò per 10 anni.

Shuruppak è indicata nelle leggende sumeriche come il luogo del Diluvio Universale, che distrusse tutta l’umanità tranne un superstite, Ziusudra appunto. All’inizio del periodo protodinastico I a Shuruppak avvenne effettivamente una grande inondazione ad opera del Tigri e dell’Eufrate, attestata attraverso ritrovamenti archeologici e datata col radiocarbonio al 3000 a.C. ca. L’inondazione dei due fiumi ha lasciato molti depositi a Shuruppak, Uruk e Kish.

«A Shuruppak Ubartutu divenne re e regnò 18.600 anni; i suoi anni di regno sono 18.600. Sono 5 città,  8 re; i loro anni di regno sono 241.200. Il diluvio spazzò via ogni cosa1

In questa versione della Lista Reale Sumerica Ubartutu (Ubara-Tutu) è l’ultimo re prima del Diluvio. In un’altra tavola, che gli studiosi indicano come WB 62 (datata alla fine del III millennio, scritta sempre in sumerico ed edita da Langdon), viene citato Ziusudra (zi-u4-sud-ra dumu su-kur-lam: “Ziusudra uomo di Šuruppak”)2.

Il mito sumerico del Diluvio Universale si trova su una tavola in lingua sumerica rinvenuta a Nippur, che precede di oltre un secolo il poema assiro-babilonese di Atraḫasis risalente al periodo paleobabilonese del XVIII secolo a.C. Questa tavola raccoglie, quindi, la più antica versione sumerica del mito del Diluvio Universale. In questa tavola c’è una minaccia per l’umanità, con un dio che prende la parola: «Mi o[ppongo] all’annientamento dei miei uomini, E per Nintu, (r)ipristinerò le mie creature; (Re)installerò la popolazione presso di lei Affinché (ri)costruiscano le loro città, Dove li (ri)metterò al riparo (?) Che ne (ri)edifichino la muratura, ciascuno nel suo spazio sacro; Che vi erigano (di nuovo?) luoghi sacri(?) Ciascuno nel suo spazio (?) Fornirò loro acqua pura per spegnere il fuoco (?); (Ri)stabilirò fra essi Cerimoniale sacro e augusti Poteri!»3.

Le parti dove doveva essere riportata la motivazione di inviare il Diluvio Universale è andata persa. La parte finale del racconto narra il termine del Diluvio quando il dio Sole, Utu, riemerge nel suo splendore. Allora Ziusudra esce dalla barca e sacrifica a Utu buoi e montoni:

«“Ti avevo tuttavia fatto giurare sul cielo e sulla terra Come An e Enlil in persona,con il loro […] Avevano prestato giuramento!” E Enki (?) fece di nuovo uscire dalla terra gli esseri-viventi (?). Frattanto Ziusudra, il re, essendosi prostrato davanti ad An ed Enlil, questi si affezionarono a lui. Inoltre gli concessero una vita simile a quella degli dèi: un soffio di vita immortale, come quello degli dèi! Ecco come il re Ziusudra, che aveva salvato gli animali e il genere umano, fu insediato in una regione al di là del mare: a Dilmun, là dove si leva il sole»4.

La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che le versioni bibliche della storia del diluvio discendono dalla versione babilonese, poiché l’episodio di inondazione in Gn. 6-8 corrisponde al vecchio mito babilonese perfettamente nella trama e, in particolare, nei dettagli.

I paralleli includono i seguenti particolari presenti in entrambi i miti, biblico e babilonese:

1) il dio avverte un individuo di un’alluvione in arrivo.

2) In una tavoletta cuneiforme scoperta di recente la famiglia dell’eroe del diluvio viene salvata; inoltre è menzionato un periodo di sette giorni,
la barca è sigillata, il diluvio arriva e sale sopra le cime delle montagne,
ogni essere vivente muore e la barca si ferma sulla cima di una montagna.

3) L’eroe del diluvio apre l’arca e guarda fuori dopo un periodo di sette giorni e invia diversi uccelli per cercare la terra tra cui una colomba e un corvo infine un uccello non riesce a tornare (un corvo sia in Gilgamesh che nella LXX) sbarcati gli abitanti della barca, l’eroe del diluvio offre sacrifici a dio che odora il dolce profumo del sacrificio e giura di non dimenticare mai il diluvio e di non distruggere mai più benedicendo l’eroe del diluvio (Atrahasis).

La parola normalmente tradotta “stanze” in Gn. 6, 14 è probabilmente “canne” (qnim, la traduzione della Masoretica può essere sbagliata, e abbiamo inoltre esattamente la stessa sequenza di legno, canne e pece che troviamo nell’Epopea di Gilgamesh). La parola “arca” ricorre ancora una volta nella Bibbia ebraica per descrivere il cesto di canna del piccolo Mosè che è sigillato con catrame e pece in modo che possa galleggiare lungo il Nilo, costituendo quindi un parallelo con l’arca di Noè.

Anche se ci sono alcune differenze significative tra le storie della Genesi e della Mesopotamia, tuttavia l’esistenza di tanti paralleli sequenziali e la corrispondenza particolarmente stretta tra gli episodi degli uccelli e gli dèi che odorano il dolce aroma del sacrificio post-alluvione rendono la dipendenza letteraria certa.

I sumeri erano a loro volta i guerrieri kurgan che distrussero la civiltà della Vecchia Europa, la cultura di Vinca, dove sono state ritrovate le Tavolette di Tartaria.

Nel 3500 a.C., i kurgan, guerrieri che usarono l’ascia in pietra e i cavalli, invasero le società neogilaniche che vivevano senza armi, religioni, guerre e dove non esisteva nessun potere discriminante (il governatore aveva la casa con la stessa cubatura dei suoi concittadini), invasero le società neogilaniche e tra queste la zona dove si sviluppò la Cultura Vinca, dove sono state trovate le Tavolette di Tartaria con la prima forma di scrittura datata tra il 5300 e il 5100 a.C.

I kurgan erano molto alti (europoidi di tipo cromagnonoide) e vivevano a nord del Mar Nero fino ai Monti Zagros. Ai vertici della gerarchia Kurgan stavano i sacerdoti e, soprattutto, i capi-pastori, i quali diventavano tali in funzione del numero di animali che detenevano, relegando i nullatenenti a posizioni di subordinazione. Questi decidevano se e quando le donne potevano sposarsi, divenendo quindi una sorta di oggetto atto esclusivamente alla procreazione.

Le tavolette furono scoperte già nel 1961 in Romania nel sito di Tartaria (Turda), in Transilvania, nella valle del Mures. Alcuni segni tracciati sulle tavolette di Tartaria sono uguali ad alcuni simboli della fase pittografica (e quindi più antica) del sistema sumero, tanto che portò gli studiosi a postulare una parentela fra le due scritture. Questa scrittura in protocuneiforme è stata ritrovata anche su vasellame nei Monti Zagros, luogo da dove venivano i sumeri, che intorno al 3200 a.C. scesero dai monti per occupare la bassa Mesopotamia, alla confluenza del Tigri e l’Eufrate.

Oltre alla scrittura portarono anche la metallurgia del rame, appartenente sempre alla Cultura di Vinca, portandoci a far ipotizzare che una parte dei kurgan, dopo aver invaso le società neogilaniche tornarono sui Monti Zagros per poi scendere tra il Tigri e l’Eufrate. La Bibbia parla di tutti i popoli ma non dei sumeri, proprio perché sta parlando della loro storia, li menziona come Nefilim, gli Anunnaki che scesero dai monti, il cui regno era sotto il dominio di An, Enki e Enlil. Infatti il figlio di Sargon, Rimush di Akkad, ebbe a che fare con l’Elam, (la zona dove erano i Monti Zagros). Rimush attaccò una coalizione proveniente dall’altopiano (composta da Elam, Barakhshi e Zakhara), dichiarando che Enlil gli ha dato “tutte le montagne”5, ovvero i Monti Zagros che erano quindi sotto il dominio di questi Anunnaki. Enlil e Enki erano figli di An, e Alulim era figlio di Enki e l’Adamo della Bibbia.

In queste due foto potete vedere come alcune iscrizioni pre-elamitiche siano state riprese dalle Tavolette di Tartaria. Nel libro CODEX YHWH, abbiamo portato prove di come Adamo era il primo re della lista reale sumerica Alulim, e come sia stato deificato nel dio Marduk. Il figlio di Marduk era Nabu, che si identifica con il pianeta Mercurio per via del nome che significherebbe “illuminato” oppure “profeta”. La discendenza di Adamo parte da Set, in quanto Caino, suo primogenito, fu scacciato perché reo dell’uccisione di suo fratello Abele. Possiamo quindi ipotizzare che Nabu sia il Set della Bibbia e diventò famoso nel periodo tardo-babilonese e all’inizio della civiltà assira. L’oggetto sacro di Nabu era il calamaio, di cui all’epoca facevano uso gli scribi e ha come animali sacri il drago e il serpente. La moglie di Marduk, nonché madre di Nabu, era Sarpanit o Ṣarpanītum, italianizzato in Zarpanit, è considerata la grande madre, proprio come Eva e conosciuta anche con il nome sumero di Erua o Eru. Sarpanit/Eva è madre del dio della scrittura Nabu, e se quest’ultimo sapeva scrivere allora dovremmo trovare tracce di Set, figlio di Adamo/Marduk come scrittore, infatti, in Antichità giudaiche, Flavio Giuseppe parla di Set e narra che i suoi discendenti costruirono le “colonne dei figli di Set“, due colonne su cui erano state poste iscrizioni riportanti scoperte scientifiche ed invenzioni, soprattutto riguardanti l’astronomia, prova quindi che conoscevano la scrittura.

I kurgan erano indoeuropei con aplogruppo R1b, lo stesso aplogruppo è stato ritrovato nei faraoni egizi, che abbiamo dimostrato essere discendenti di Noè, tanto che due suoi nipoti furono deificati come Seth (nome identico non a caso con quello del figlio di Adamo) e Osiride. Anche i successivi faraoni Amenhotep III, Akhenaton e Tutankhamon avevano lo stesso aplogruppo R1b, lasciando sconcertati i genetisti, infatti anche in questo caso abbiamo trovato le prove del fatto che erano discendenti di Sem, figlio di Noè, da parte del patriarca biblico Giuseppe, padre di Amenhotep III, a sua volta padre sia di Akhenaton che di Mosè.

Le popolazioni che parlavano l’italico, una lingua di ceppo indoeuropeo, si pensa che abbiano attraversato le Alpi e invaso la penisola italiana circa 3.200 anni fa, fondando la cultura di Villanova e portando con sé i lignaggi R1b-U152 sostituendo e facendo spostare gran parte della popolazione autoctona. R1b era l’aplogruppo dei kurgan, che proprio in quel periodo invasero l’Egitto e quindi anche l’Italia, oltre che la Terra di Sumer, dove diventarono i sumeri. Le tribù italiche conquistarono tutta la penisola ma si stanziarono in massa nell’Italia settentrionale e centro-occidentale, specialmente nella Pianura padana ed in Toscana ma anche in Umbria e nel Lazio.

Secondo l’antico mito delle origini di Roma, Romolo e Remo discendevano dal re latino di Alba Longa, un discendente del principe troiano Enea che scappò nel Lazio dopo la distruzione di Troia da parte dei Greci. Troia potrebbe essere stata fondata dai più antichi rami R1b1a2 (M269 e/o L23 dell’R1b). I Troiani che sarebbero quindi tornati nell’Italia centrale nel 1.200 a.C., erano dunque discendenti anche loro dei kurgan. Secondo la leggenda narrata da Virgilio e Tito Livio, un gruppo guidato da Enea e un altro da Antenore navigarono prima fino a Cartagine e poi verso l’Italia. Enea raggiunse il Lazio dove è considerato il diretto antenato dei fondatori di Roma, mentre Antenore proseguì invece lungo la costa settentrionale del Mar Adriatico ove gli viene anche attribuita la fondazione della città di Padova. Ai primi insediamenti di questi sopravvissuti in Sicilia e in Italia sono stati dati il nome di “Troia”6.

Ma se Eber, da cui nasce il popolo ebraico secondo la Bibbia, era discendente kurgan, allora va da se che gli italiani erano ebrei, ma allora quelli che chiamiamo ebrei chi sono?

L’aplogruppo di quelli che chiamiamo ebrei è il J, secondo l’analisi filogenetica Bayesiana fatta da Kitchen, le lingue semitiche avrebbero avuto origine nel Levante durante l’età del bronzo, intorno al 3.750 a.C., e si sarebbero poi evolute in tre gruppi: semitiche orientali, centrali (da cui nacquero l’aramaico, l’ugaritico, il fenicio, l’ebraico e l’arabo), e le semitiche meridionali.

J1-P58, il ramo semitico centrale di J1, sembra si sia espanso attraverso la penisola araba a partire dal Levante meridionale (Israele, Palestina e Giordania) durante l’età del bronzo, in un periodo compreso approssimativamente tra il 3.500 e il 2.500 a.C.. Le due sotto cladi ebraiche di J1 più comuni, a valle di P58, sono Z18297 e ZS227 che include l’aplotipo Cohanim. In conclusione, quelli che chiamiamo ebrei erano semiti, che non si originarono quindi da Sem figlio di Noè/Ziusudra decimo re della lista reale sumerica il cui aplogruppo era R1b, mentre, sempre stando alla Bibbia, noi saremmo gli ebrei discendenti dal ramo Kurgan da parte di Eber, pronipote di Noè/Ziusudra.

Ovviamente a noi poco interessano le linee di sangue e gli aplogruppi, al di là delle nostre origini noi siamo culturalmente vicini alla Cultura di Vinca e alle società neogilaniche che i kurgan distrussero; sociatà senza guerre, armi, religioni e sopratutto egualitarie, dove lo stesso governatore aveva una casa con la stessa cubatura dei suoi concittadini. Ma queste scoperte sono importanti per capire il motivo per cui il Vaticano si trova proprio in Italia e perché ha un potere politico-economico così grande e il motivo per cui molti re e dinastie hanno fatto derivare la propria origine genealogica ed “etnica” da Troia e sono diventati centri di potere:

  • antichi Romani – Romolo e Remo, i mitici fondatori della città di Roma, discendevano in linea diretta dal troiano Enea;
  • Franchi – antenati di parte dei francesi e tedeschi;
  • Veneti – il nobile principe Antenore avrebbe guidato un gruppo di troiani superstiti nella ricerca di una nuova patria nelle terre dell’alto Adriatico e qui fondato Padova;
  • Britanni – Bruto di Troia, figlio di Ascanio e nipote di Enea, secondo l’Historia Brittonum, dopo aver ucciso per errore il padre ed essere stato bandito per questo, avrebbe vagato in Etruria e per tutta la Gallia, fino a giungere nell’isola di Britannia divenendone il primo re attorno al 1100 a.C.

Articolo tratto dai libri CODEX YHWH e dal libro in futura uscita Anunnaki: i guerrieri Kurgan che diventarono re sumeri e gli Elohim della Bibbia

Codex YHWH e gli altri libri sono disponibili in versione digitale e cartacea al seguente link: https://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=risultati_ricerca_generale&Itemid=95

1 Lista Reale Sumerica (WB), 32-39; traduzione di G. Pettinato, I Sumeri, Bompiani, Milano 2005.

2 Quindi piuttosto che figlio di Sukurlam tale nome va inteso come la città di Šuruppak.

3 Racconto in sumerico del Diluvio Universale, 140-144 e 151-160 a seguire sono tradotte da G. Pettinato, Mitologia sumerica, utet, Milano 2017, pos. 2760.

4 Ibid.

5Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.

6Tito LivioAb Urbe condita libri i.1; Virgilio, Eneide i,242

Antico Testamento

CODEX YHWH: dal pasto teofagico dei guerrieri kurgan a quello giudaico. I mangiatori di feti abortiti.

Dal libro Delle Antichità del sacerdote babilonese Beroso, contemporaneo di Alessandro Magno, traduzione del Sansovinio, leggiamo:

“Innanzi alla famosa rovina delle acque: per la quale perì tutto l’universo mondo; passarono molti secoli; i quali furono conservati fedelmente da nostri Caldei. Scrivono che in quei tempi fu una città grandissima di giganti, detta Enos, intorno al Libano, i quali signoreggiavano tutto l’universo mondo da colà dove si posa il Sole, fino a dove si leva. Questi giganti, confidando nella grandezza e fortezza de corpi loro, inventori dell’armi, opprimevano ogniuno e datisi alla libidine, furono ritrovatori de i padiglioni, de gli stromenti musici e di tutte le delitie. Mangiavano gli huomini, e procuravano gli aborti, facendone delicate vivande. pietanze. Si mescolavano carnalmente con le madri, con le figliuole, con le sorelle, co maschi, e co bruti, e non era scelleratezza alcuna che essi non admettessero, come disprezzatori della religione e de gli Iddij”.

La Bibbia parla di tutti i popoli meno che dei sumeri non a caso, li menziona come Nefilim, gli Anunnaki che scesero dai monti, il cui regno era sotto il dominio di An, Enki e Enlil. Infatti il figlio di Sargon, Rimush di Akkad, ebbe a che fare con l’Elam, (la zona dove erano i Monti Zagros). Rimush attaccò una coalizione proveniente dall’altopiano (composta da Elam, Barakhshi e Zakhara), dichiarando che Enlil gli ha dato “tutte le montagne”1, ovvero i Monti Zagros che erano quindi sotto il dominio di questi Anunnaki. Enlil e Enki erano figli di An, e Alulim era figlio di Enki e l’Adamo della Bibbia. Giganti in ebraico viene tradotto con Anak, nella Bibbia sono chiamati Nephilim, coloro che sono caduti o discesi.

Genesi cap. 6, 1-4: Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C’erano sulla terra i Nephilim a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.

La radice verbale del termine nephilim è naphal נפל [n-f-l] e significa “essere discesi”, quindi il testo di Genesi andrebbe letto così:quando i figli degli uomini si moltiplicarono sulla terra, in quel tempo cerano i discesi e ci furono anche dopo”.

Anu viveva sui monti Zagros e il racconto biblico descrive quando i suoi figli e nipoti scesero dai monti per andare nella terra tra il Tigri e l’Eufrate che sarà chiamata di Sumer, poi i kurgan videro che le donne locali erano belle e si accoppiarono con loro, prendendole per mogli. Il re kurgan Anu si lamentò di questo in quanto non voleva che la sua razza si accoppiasse con altre razze, e che era umano lo si evince dal fatto che aggiunse che il suo spirito non resterà a lungo nel corpo. Il testo continua dicendo che da questi matrimoni nacquero gli eroi dell’antichità, uomini famosi. La ricerca archeologica ha confermato che il vasellame rinvenuto a Eridu è strettamente collegato con quello venuto alla luce scavando negli insediamenti neolitici dei Monti Zagros, avvalorando in tal modo l’ipotesi della discesa dai monti nella piana di Sumer.

Mito del Piccone Noah Kramer traduzione: Gli Anunnaki si avvicinarono a lui e alzarono le mani in segno di saluto, placando il cuore di Enlil con le loro preghiere. Chiedevano di avere quelli dalla testa nera. E a quelli dalla testa nera diedero in mano il piccone.”

Da questo mito possiamo vedere come gli Anunnaki schiavizzarono la popolazione locale autoctona che viveva tra il Tigri e l’Eufrate, chiamata Igigi, quelli dalla testa nera a cui diedero il piccone.

Alulim fu il primo re della lista reale sumerica nonché l’Adamo biblico, e la città dove divenne re fu Eridu: Quando la regalità discese dal cielo pose la sua dimora ad Eridu.

Leggiamo da un altro documento, l’Epopea Babilonese: Neppure una canna era ancora spuntata; neppure un albero era ancora stato creato. Non una casa era ancora stata costruita e mai una città era stata edificata. Tutte le terre non erano che mare. Poi fu creata Eridu.

Nel 3500 a.C., i kurgan, guerrieri che usarono l’ascia in pietra e i cavalli invasero le società neogilaniche, che vivevano senza armi, religioni, guerre e dove non esisteva nessun potere discriminante (il governatore aveva la casa con la stessa cubatura dei suoi concittadini).

I kurgan erano molto alti (europoidi di tipo cromagnonoide) e vivevano a nord del Mar Nero fino ai Monti Zagros. Ai vertici della gerarchia Kurgan stavano i sacerdoti e, soprattutto, i capi-pastori, i quali diventavano tali in funzione del numero di animali che detenevano, relegando i nullatenenti a posizioni di subordinazione. Questi decidevano se e quando le donne potevano sposarsi, divenendo quindi una sorta di oggetto atto esclusivamente alla procreazione.

Invasero le società neogilaniche e tra queste la zona dove si sviluppò la Cultura Vinca, dove sono state trovate le Tevolette di Tartaria con la prima forma di scrittura datata tra il 5300 e il 5100 a.C.

Sotto potete vedere le tavolette preelamitiche del 3400 a.C. in comparazione con le Tavolette di Tartaria.

A distanza di cento anni dall’invasione dei kurgan, ritroviamo alcuni dei pittogrammi usati dalla cultura Vinca della Vecchia Europa nell’Elam. Le possibilità che ci troviamo davanti ad una mera coincidenza sono pressoché nulle, visto le decine di migliaia di pittogrammi che si sarebbero potuti usare, inoltre entrambi sono in protocuneiforme, la scrittura che evolverà nel cuneiforme dei sumeri.

Nel libro CODEX YHWH dimostriamo come i nipoti di Noè, alias Ziusudra decimo re della lista reale sumerica e discendente dell’Alulim/Adamo biblico, andarono in Egitto diventando i faraoni egizi con la terra di Canaan loro colonia. In questi versi della Bibbia, possiamo notare come il rituale di mangiare uomini e aborti provocati si sia trasmesso nel “pasto giudaico” proprio perché discendenti dei kurgan/sumeri, o anunnaki/elohim biblici:

1 Samuele 15, 2-3: Così dice il Signore degli eserciti: Ho considerato ciò che ha fatto Amalek a Israele, ciò che gli ha fatto per via, quando usciva dall’Egitto. Và dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini».

Deuteronomio 2, 33-34: Il Signore nostro Dio ce lo mise nelle mani e noi abbiamo sconfitto lui, i suoi figli e tutta la sua gente. In quel tempo prendemmo tutte le sue città e votammo allo sterminio ogni città, uomini, donne, bambini; non vi lasciammo alcun superstite.

Salmi 135, 8 (uccisione dei primogeniti d’Egitto comandata da Dio): Egli percosse i primogeniti d’Egitto, così degli uomini come degli animali.

Salmi 137, 9: Beato chi afferrerà i tuoi bambini e li sbatterà contro la roccia!

Esodo 12, 29: A mezzanotte il Signore percosse ogni primogenito nel paese d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero nel carcere sotterraneo, e tutti i primogeniti del bestiame.

Ezechiele 9, 5-7: Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia. Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi abbia il tau in fronte; cominciate dal mio santuario!». Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. Disse loro: «Profanate pure il santuario, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città.

Isaia 13, 15-18: Quanti saranno trovati, saranno trafitti, quanti saranno presi, periranno di spada. I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi; saranno saccheggiate le loro case, disonorate le loro mogli.

Levitico 27, 28-29: Nondimeno quanto uno avrà consacrato al Signore con voto di sterminio, fra le cose che gli appartengono: persona, animale o pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere né venduto né riscattato; ogni cosa votata allo sterminio è cosa santissima, riservata al Signore. Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte.

Giosué 6, 26-27: In quella circostanza Giosuè fece giurare: «Maledetto davanti al Signore l’uomo che si alzerà e ricostruirà questa città di Gerico! Sul suo primogenito ne getterà le fondamenta e sul figlio minore ne erigerà le porte!». Il Signore fu con Giosuè, la cui fama si sparse in tutto il paese.

1 Re 16, 34: Nei suoi giorni Chiel di Betel ricostruì Gerico; gettò le fondamenta sopra Abiram suo primogenito e ne innalzò le porte sopra Segub suo ultimogenito, secondo la parola pronunziata dal Signore per mezzo di Giosuè, figlio di Nun.

Giudici 11, 30-35: Iefte fece voto al Signore e disse: «Se tu mi metti nelle mani gli Ammoniti, la persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io l’offrirò in olocausto». Quindi Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e il Signore glieli mise nelle mani. Egli li sconfisse da Aroer fin verso Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad Abel-Cheramin. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti. Poi Iefte tornò a Mizpa, verso casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con timpani e danze. Era l’unica figlia: non aveva altri figli, né altre figlie. Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: «Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi».

E veniamo all’olocausto dei bambini usati per i sacrifici a Dio con Ezechiele 20, 24-25: Allora io diedi loro perfino statuti non buoni e leggi per le quali non potevano vivere. Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.

Oggi la Loggia Nera della massoneria vuole salvare il Vaticano facendo passare per alieni i re kurgan che distrussero la civiltà della Vecchia Europa e che crearono la schiavitù di pochi eletti (loro) sui popoli e le religioni, nate dalla deificazione dei loro antenati; stanno inoltre schiavizzando l’intera umanità con la moneta debito e l’invasione di clandestini con usi e costumi non integrabili con i nostri.

Chiediamo a tutti voi di verificare le prove storico-archeologiche che portiamo nel libro CODEX YHWH.

Alessandro De Angelis

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1Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.